Cloud, in Italia decollo non prima del 2012

OSSERVATORIO ANFOV

Secondo l'osservatorio Anfov la "nuvola" è destinata a rappresentare l'ambiente tecnologico del futuro per le imprese, ma la strada italiana è in salita ostacolata da offerta insufficiente, domanda immatura e carenza di infrastrutture

di Mila Fiordalisi
Bisognerà apettare il 2012 per la fase di maturità del mercato del cloud computing. Questa la stima messa nero su bianco nell'ultimo osservatorio dell'Anfov, l'Associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione. Secondo le analisi di Daniela Rao, che riveste anche la carica di vice presidente dell’Associazione, e Claudio Chiarenza, consigliere e membro del Comitato strategico, il cloud è destinato ad emergere in qualità di "ambiente tecnologico del futuro per le imprese". Ma per ancora due anni stenterà a decollare.

A fare da apripista ai servizi cloud saranno i managed services che in Italia hanno raggiunto nel 2009 un fatturato di 3.700 milioni di euro. I servizi cloud - costituiti da software, servizi e applicazioni costruite per essere offerte ed erogate tramite il web - al momento vantano invece un giro di affari di appena 90 milioni di euro. "Un risultato sicuramente ancora molto deludente - sottolinea l'Anfov - e si calcola che, rispetto alla spesa complessiva per IT on premises, la spesa per servizi cloud avrà ancora un’importanza marginale per i prossimi anni. È iniziato però il processo di evoluzione dei modelli di acquisto di risorse IT delle imprese, anche se per ancora per molto tempo si assisterà nella maggior parte dei casi a scelte “ibride”, caratterizzate da un mix di componenti residenti on premises (hardware, software package, appliances) e servizi erogati da remoto e fruiti on line".

Tre gli ostacoli sul cammino italiano: insufficiente offerta da parte di Isp e Telco, immatura domanda da parte degli utenti e carenza di infrastrutture tecnologiche

Gli operatori tradizionali di servizi di outsourcing - è quanto emerge dall'osservatorio - stanno definendo nuovi modelli di offerta: il primo passo è stato quello della predisposizione di Managed Services che risponde alle esigenze di maggiore standardizzazione dell’offerta, migliore time-to-market, più semplice implementazione tecnologica. Il passo successivo, che risponde invece alla necessità di realizzare maggiori volumi con l’ampliamento della base di clienti tra le PMI, sarà quello dell’offerta dei servizi di Cloud Computing, focalizzata sull’elevata scalabilità delle offerte, l’accesso da remoto e la condivisione delle risorse, abbinati ad elevatissimi standard di sicurezza.

Sul fronte della domanda da parte delle imprese l'analisi di Anfov evidenzia che nell’Europa Occidentale solo il 65% delle aziende con più di 50 addetti possiede una Lan/Wan convergente (o parzialmente convergente) voce-dati e solo un terzo di queste aziende affida la gestione della rete aziendale a Network Service Providers (Telco, ISP) "anche se le aziende italiane, in controtendenza rispetto a questo dato, sembrano quelle più propense a rivolgersi a questa tipologia di fornitore".

Le grandi imprese internazionali chiedono ai fornitori di soluzioni cloud che il prezzo sia competitivo "facendo leva soprattutto sulla possibilità di pagare solo ciò che si usa",  che ci siano garanzie riguardo ai livelli di servizio e che sia data la possibilità di tornare alla soluzione in house.

Tra i servizi cloud che saranno maggiormente richiesti nel breve termine, secondo un campione di medie imprese italiane, vi sono le applicazioni di collaborazione (messanging, conferencing), l’utilizzo di risorse elaborative on demand (infrastructure-as-a-service), il software-as-a-service per applicazioni di produttività individuale (Google Apps, Photoshop, ecc), lo storage on line e le applicazioni a supporto del business (Crm, ecc).

Il terzo fattore frenante lo sviluppo del cloud è, infine, rappresentato dal digital divide e dall’arretratezza del punto di vista delle tecnologie Ict delle imprese, che in molti casi ancora lavorano con vecchi terminali e strumenti ormai sorpassati. Da questo punto di vista occorre quindi un salto anche dal punto di vista culturale oltre che dal punto di vista della rete messa a disposizione.

04 Maggio 2010