Per l'82% degli italiani l'hi-tech aiuta l'emancipazione femminile. Ma restano gli stereotipi

RAPPORTO COTEC

Secondo il rapporto "La cultura dell'innovazione" del Cotec la maggioranza degli italiani percepisce il ruolo di spinta sociale degli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Che però rimane "regno" degli uomini

di Federica Meta
La tecnologia migliora la vita delle donne. È la fotografia dell'opinione degli italiani scattata dal II° rapporto “La cultura dell’Innovazione in Italia” del Cotec. Per l’82% degli italiani la qualità della vita delle donne è migliore di quella delle loro madri, soprattutto per merito dell’innovazione tecnologica. “Eppure un pesante 40% non crede che questa tendenza si potrà riverberare anche sulle future generazione - precisa il rapporto -. Solo la metà del campione ritiene che le donne di domani godranno di una qualità di vita migliore di quelle di oggi”.
Ma se la tecnologia resta per l’altra metà del cielo un’opportunità importante per diminuire il gap con i colleghi uomini sul posto di lavoro, il 29% degli italiani resta convinto che le donne siano più adatte alle discipline umanistiche piuttosto che scientifiche e un altro 29% che in un momento di crisi siano le colleghe a dover essere licenziate per prime.

Il rapporto dedica spazio anche alla percezione che gli italiani hanno dell’innovazione. Alla domanda “cosa bisognerebbe potenziare per aumentare i posti di lavoro”, la maggioranza ha scelto l’opzione “l’innovazione della società a tutti i livelli”; la risposta trova d’accordo sia le donne (25,9%) sia gli uomini (25,2%).

“Più che concentrarsi sugli aspetti specifici dell’innovazione ne è stata considerata la valenza nel suo insieme – spiega la ricerca – come principale elemento di impatto sull’occupazione, resistendo alla tentazione di indicare come prioritaria la risposta-ricetta perfetta, la pillola, l’elemento singolo che ristabilirà l’equilibrio”.

Infine l’utilizzo di Internet. Il Web è usato soprattutto per cercare informazioni (il 25,7% delle donne e il 21,9% degli uomini), per accedere alla e-mail (il 21% degli uomini e il 22,9% delle donne). Seguono l’acquisto di prodotti, l’uso per le attività di lavoro e la banca online.

03 Giugno 2010