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Per l’82% degli italiani l’hi-tech aiuta l’emancipazione femminile. Ma restano gli stereotipi

Secondo il rapporto “La cultura dell’innovazione” del Cotec la maggioranza degli italiani percepisce il ruolo di spinta sociale degli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Che però rimane “regno” degli uomini

03 Giu 2010

La tecnologia migliora la vita delle donne. È la fotografia
dell'opinione degli italiani scattata dal II° rapporto “La
cultura dell’Innovazione in Italia” del Cotec. Per l’82%
degli italiani la qualità della vita delle donne è migliore di
quella delle loro madri, soprattutto per merito dell’innovazione
tecnologica. “Eppure un pesante 40% non crede che questa tendenza
si potrà riverberare anche sulle future generazione – precisa il
rapporto -. Solo la metà del campione ritiene che le donne di
domani godranno di una qualità di vita migliore di quelle di
oggi”.
Ma se la tecnologia resta per l’altra metà del cielo
un’opportunità importante per diminuire il gap con i colleghi
uomini sul posto di lavoro, il 29% degli italiani resta convinto
che le donne siano più adatte alle discipline umanistiche
piuttosto che scientifiche e un altro 29% che in un momento di
crisi siano le colleghe a dover essere licenziate per prime.

Il rapporto dedica spazio anche alla percezione che gli italiani
hanno dell’innovazione. Alla domanda “cosa bisognerebbe
potenziare per aumentare i posti di lavoro”, la maggioranza ha
scelto l’opzione “l’innovazione della società a tutti i
livelli”; la risposta trova d’accordo sia le donne (25,9%) sia
gli uomini (25,2%).

“Più che concentrarsi sugli aspetti specifici dell’innovazione
ne è stata considerata la valenza nel suo insieme – spiega la
ricerca – come principale elemento di impatto sull’occupazione,
resistendo alla tentazione di indicare come prioritaria la
risposta-ricetta perfetta, la pillola, l’elemento singolo che
ristabilirà l’equilibrio”.

Infine l’utilizzo di Internet. Il Web è usato soprattutto per
cercare informazioni (il 25,7% delle donne e il 21,9% degli
uomini), per accedere alla e-mail (il 21% degli uomini e il 22,9%
delle donne). Seguono l’acquisto di prodotti, l’uso per le
attività di lavoro e la banca online.