IT security virtuale per le imprese italiane

L'ANALISI

Secondo un'indagine di Fortinet il 67% dei responsabili informatici aziendali punta sull'uso di strumenti di virtualizzazione in logica anti-hacker

di Federica Meta
La sicurezza in azienda non conosce crisi. A dirlo una ricerca di Fortinet che ha censito un campione di 100 responsabili IT di aziende italiane con oltre 200 dipendenti; stando ai dati del report l’88% afferma che a seguito della crisi economica l’approccio alla sicurezza di rete è rimasto invariato e che l’IT security resta fondamentale.

Agli intervistati è stato chiesto se la propria azienda prevede un progetto di consolidamento della sicurezza di rete nei prossimi 12 mesi. Il 51% degli intervistati ha risposto “no”, il restante 49% degli intervistati che ha risposto positivamente ha indicato come motivazione principale l’importanza di avere una miglior sicurezza di rete per far fronte a minacce sempre più sofisticate.

L’indagine ha inoltre rilevato un notevole orientamento alla virtualizzazione. Il 67% degli intervistati ha ammesso di avere l’intenzione di virtualizzare le funzioni di sicurezza (antivirus, firewall, Ips, web content filtering o antispam) e solo il 33% si è dimostrato non interessato.

“Questo dato conferma il trend che rileviamo quotidianamente presso i nostri clienti, le aziende tendono sempre più a voler trarre il massimo beneficio dalla soluzioni installate e la virtualizzazione è sicuramente il metodo migliore per ottenere le migliori prestazioni”, commentato Joe Sarno, Regional Director Semea di Fortinet.

Oltre la virtualizzazione cavallo di battaglia per combattere i golpe informatici è il cloud computing. Al campione preso in esame è stato chiesto se il cloud computing rientra nella strategia aziendale della propria azienda: il 65% degli intervistati ha risposto “no”, il 35% “sì”. I responsabili IT considerano la nuvola utile per la riduzione dei costi operativi, di primaria importanza dal 40% degli intervistati; miglior fornitura del sevizio (25%); rispetto e riduzione delle risorse IT (26%).

L’indagine si è conclusa chiedendo ai responsabili sicurezza se a seguito della crisi economica sia cambiato l’approccio alla sicurezza della rete e quali siano le principali priorità in questo ambito. Una schiacciante percentuale, l’88%, ha risposto che l’approccio alla sicurezza è rimasto invariato, solo il 12% ha sostenuto di aver registrato dei cambiamenti. Il 30% degli intervistati ha indicato come principale priorità la sicurezza in generale, mentre il 19% sostiene non ci siano priorità. L’11% afferma di mantenere lo standard attuale e il 5% indica l’”essere aggiornati”, la stessa percentuale per “protezione tramite antivirus e antispam” e “maggiori investimenti per la sicurezza”.

“La nostra esperienza conferma proprio questi dati, la sicurezza è sempre stata fondamentale, in periodi di crisi o meno, mentre altre voci negli investimenti IT sono state ridotte o addirittura eliminate, l’attenzione per la sicurezza è rimasta una costante, essendo un fattore chiave per la salvaguardia e la continuità del business – spiega Luca Simonelli, vice President Emea di Fortinet -. I brillanti risultati che abbiamo registrato nel 2009 e che abbiamo confermato anche nei premi sei mesi di quest’anno sono una prova tangibile di quanto emerso dalla ricerca”.

10 Giugno 2010