IT security virtuale per le imprese italiane

Secondo un’indagine di Fortinet il 67% dei responsabili informatici aziendali punta sull’uso di strumenti di virtualizzazione in logica anti-hacker

Pubblicato il 10 Giu 2010

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La sicurezza in azienda non conosce crisi. A dirlo una ricerca di
Fortinet che ha censito un campione di 100 responsabili IT di
aziende italiane con oltre 200 dipendenti; stando ai dati del
report l’88% afferma che a seguito della crisi economica
l’approccio alla sicurezza di rete è rimasto invariato e che
l’IT security resta fondamentale.

Agli intervistati è stato chiesto se la propria azienda prevede un
progetto di consolidamento della sicurezza di rete nei prossimi 12
mesi. Il 51% degli intervistati ha risposto “no”, il restante
49% degli intervistati che ha risposto positivamente ha indicato
come motivazione principale l’importanza di avere una miglior
sicurezza di rete per far fronte a minacce sempre più
sofisticate.

L’indagine ha inoltre rilevato un notevole orientamento alla
virtualizzazione. Il 67% degli intervistati ha ammesso di avere
l’intenzione di virtualizzare le funzioni di sicurezza
(antivirus, firewall, Ips, web content filtering o antispam) e solo
il 33% si è dimostrato non interessato.

“Questo dato conferma il trend che rileviamo quotidianamente
presso i nostri clienti, le aziende tendono sempre più a voler
trarre il massimo beneficio dalla soluzioni installate e la
virtualizzazione è sicuramente il metodo migliore per ottenere le
migliori prestazioni”, commentato Joe Sarno, Regional Director
Semea di Fortinet.

Oltre la virtualizzazione cavallo di battaglia per combattere i
golpe informatici è il cloud computing. Al campione preso in esame
è stato chiesto se il cloud computing rientra nella strategia
aziendale della propria azienda: il 65% degli intervistati ha
risposto “no”, il 35% “sì”. I responsabili IT considerano
la nuvola utile per la riduzione dei costi operativi, di primaria
importanza dal 40% degli intervistati; miglior fornitura del
sevizio (25%); rispetto e riduzione delle risorse IT (26%).

L’indagine si è conclusa chiedendo ai responsabili sicurezza se
a seguito della crisi economica sia cambiato l’approccio alla
sicurezza della rete e quali siano le principali priorità in
questo ambito. Una schiacciante percentuale, l’88%, ha risposto
che l’approccio alla sicurezza è rimasto invariato, solo il 12%
ha sostenuto di aver registrato dei cambiamenti. Il 30% degli
intervistati ha indicato come principale priorità la sicurezza in
generale, mentre il 19% sostiene non ci siano priorità. L’11%
afferma di mantenere lo standard attuale e il 5% indica
l’”essere aggiornati”, la stessa percentuale per
“protezione tramite antivirus e antispam” e “maggiori
investimenti per la sicurezza”.

“La nostra esperienza conferma proprio questi dati, la sicurezza
è sempre stata fondamentale, in periodi di crisi o meno, mentre
altre voci negli investimenti IT sono state ridotte o addirittura
eliminate, l’attenzione per la sicurezza è rimasta una costante,
essendo un fattore chiave per la salvaguardia e la continuità del
business – spiega Luca Simonelli, vice President Emea di Fortinet
-. I brillanti risultati che abbiamo registrato nel 2009 e che
abbiamo confermato anche nei premi sei mesi di quest’anno sono
una prova tangibile di quanto emerso dalla ricerca”.

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