Italtel: via alla ricapitalizzazione e nomina di Pileri al vertice

LA NUOVA ITALTEL

Domani il primo degli incontri di Assemblea e Cda per l'approvazione definitiva del progetto di rifinanziamento da 310 milioni. Attesa anche la nomina ufficiale di Stefano Pileri a nuovo Ad

di Mila Fiordalisi
Comicia domani quella che si annuncia come l'ultima settimana di "lavori" per l'Assemblea e il Consiglio di amministrazione di Italtel chiamati a definire la questione ricapitalizzazione. Il primo appuntamento è fissato per domani ma secondo quanto si apprende da fonti vicine all'azienda ci vorranno alcuni giorni per esaminare tutte le questioni sul tavolo e dare il via ufficialmente alla "nuova" Italtel. La ricapitalizzazione da 310 milioni di euro - che si vanno ad aggiungere ai 70 milioni messi sul piatto dai soci industriali Telecom Italia e Cisco - è propedeutica alla nomina del nuovo amministratore delegato: a ereditare il timone di Umberto De Julio sarà Stefano Pileri, a meno di colpi di scena dell'ultim'ora. L'attuale presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ha dato il proprio ok legandolo indissolubilmente alla ricapitalizzazione della società in un'ottica di rilancio delle attività e quindi a garanzia del futuro dell'azienda stessa.

Le banche coinvolte nel rifinanziamento al 2017 sono Unicredit, Ge Capital Interbanca e Bpm, che rappresentano circa il 94% del pool dei creditori e avevano dato l'ok già a giugno. Grazie all'intercessione di Unicredit, a inizio estate è stato raggiunto l'accordo anche con Centrobanca e Banco Brescia (gruppo Ubi), Popolare Verona (Banco Popolare) e Arab Ban.

Ieri intanto i dipendenti di Settimo Milanes hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli dell'azienda di telecomunicazioni per protestare contro la procedura di cassa integrazione straordinaria per circa 200 lavoratori. "Chiediamo un piano industriale che salvi i posti di lavoro - ha affermato Laura Spezia, della segreteria nazionale della Fiom-Cgil  - perché Italtel è un'industria all'avanguardia e con ottime potenzialità che in questo momento rischia di morire". Secondo i sindacati lo sblocco dei fondi per la banda larga - gli 800 milioni di euro ormai congelati da tempo immemore - potrebbero risollevare le sorti dell'azienda "Per ora siamo in una situazione di stallo - ha sottolineato Roberto Dameno, delegato Fiom - e ci prepariamo ad azioni più eclatanti per chiedere un impegno concreto del Governo".

08 Settembre 2010