Ue: una "strategia" ad hoc per proteggere i dati sui social network

INTERNET

Il Commissario alla Giustizia Viviane Reding invoca una nuova legislazione entro il 2011 in grado di adeguare le norme al proliferare di Facebook & co. "Necessario adattare le leggi alle nuove tecnologie"

di Francesca Barca
La Commissione europea spinge sulla protezione dei dati personali e annuncia la "Strategia globale in materia di protezione dei dati nell'Ue”, strategia che punta ad "aggiornare" entro il 2011 la direttiva sulla privacy. Le società Internet dovranno chiedere il permesso degli utenti prima di scaricare i loro dati e permettere che questi possano essere cancellati in maniera definitiva: queste le principali novità sul piatto. È il vicepresidente della Commissione Ue e commissario alla Giustizia e Libertà Viviane Reding a invocare una nuova legislazione sulla protezione dei dati personali, che tenga conto di tutti i problemi relativi alla privacy legati in particolare alla proliferazone dei social network.

"Dobbiamo aggiornare le nostre leggi per adattarle alle nuove tecnologie", sottolinea il Commissario Reding ritendendo indispensabile che i cittadini siano informati in modo corretto e trasparente da parte dei responsabili dei siti su come e da chi i loro dati sono utilizzati, per quale motivo e per quanto tempo. L'iniziativa mira, soprattutto, a "sanare" i problemi che la Commissione ha avuto con aziende come Google, Yahoo! e Facebook. Il famoso sito di social network pare sia quello che maggiormente "inquieta" la Commissione: i profili di Facebook non si possono cancellare e possono essere sempre riattivati. Questo significa che il sito potrebbe comunque riutilizzare i dati degli utenti. Stessa cosa per quanto riguarda le foto: è possibile togliere un tag, ma non eliminarle. Fonti vicine alla Commissione hanno chiaramente fatto presente questo problema

"Alcuni siti di networking hanno migliorato le loro norme sulla privacy, ma con Facebook ci sono stati dei problemi", sottolinea la Commissione. "I cittadini dovrebbero essere informati rispetto ai loro diritti, devono saper come accedere, modificare e cancellare i proprio dati". La Commissione punta i riflettori anche sul cosiddetto Behavioural advertising. La “pubblicità comportamentale” -  quella che usa i dati di navigazione di un individuo per mandare pubblicità mirata - andrà monitorata, sostiene la Ue. "L'alto numero di attori coinvolti e la complessità della tecnologia rendono molto difficile per un utente capire quali dati e come sono raccolti". Verranno monitorati, fra gli altri, anche servizi e-mail (inclusi Gmail e Yahoo!, che stanno sostituendo i programmi di posta elettronica) nonché quelli bancari e commerciali, che fanno capo ad esempio a E-bay e Amazon.

Gli Internet player non hanno accolto di buon grado la nuova strategia europea gridando all' "accanimento" e facendo presente che la questione dei cookies di navigazione era già stata toccata nella direttiva sulla e-Privacy del 2009.

04 Novembre 2010