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Ue: una “strategia” ad hoc per proteggere i dati sui social network

Il Commissario alla Giustizia Viviane Reding invoca una nuova legislazione entro il 2011 in grado di adeguare le norme al proliferare di Facebook & co. “Necessario adattare le leggi alle nuove tecnologie”

04 Nov 2010

La Commissione europea spinge sulla protezione dei dati personali e
annuncia la "Strategia globale in materia di protezione dei
dati nell'Ue”, strategia che punta ad "aggiornare"
entro il 2011 la direttiva sulla privacy. Le società Internet
dovranno chiedere il permesso degli utenti prima di scaricare i
loro dati e permettere che questi possano essere cancellati in
maniera definitiva: queste le principali novità sul piatto. È il
vicepresidente della Commissione Ue e commissario alla Giustizia e
Libertà Viviane Reding a invocare una nuova legislazione sulla
protezione dei dati personali, che tenga conto di tutti i problemi
relativi alla privacy legati in particolare alla proliferazone dei
social network.

"Dobbiamo aggiornare le nostre leggi per adattarle alle nuove
tecnologie", sottolinea il Commissario Reding ritendendo
indispensabile che i cittadini siano informati in modo corretto e
trasparente da parte dei responsabili dei siti su come e da chi i
loro dati sono utilizzati, per quale motivo e per quanto tempo.
L'iniziativa mira, soprattutto, a "sanare" i problemi
che la Commissione ha avuto con aziende come Google, Yahoo! e
Facebook. Il famoso sito di social network pare sia quello che
maggiormente "inquieta" la Commissione: i profili di
Facebook non si possono cancellare e possono essere sempre
riattivati. Questo significa che il sito potrebbe comunque
riutilizzare i dati degli utenti. Stessa cosa per quanto riguarda
le foto: è possibile togliere un tag, ma non eliminarle. Fonti
vicine alla Commissione hanno chiaramente fatto presente questo
problema

"Alcuni siti di networking hanno migliorato le loro norme
sulla privacy, ma con Facebook ci sono stati dei problemi",
sottolinea la Commissione. "I cittadini dovrebbero essere
informati rispetto ai loro diritti, devono saper come accedere,
modificare e cancellare i proprio dati". La Commissione punta
i riflettori anche sul cosiddetto Behavioural advertising. La
“pubblicità comportamentale” –  quella che usa i dati di
navigazione di un individuo per mandare pubblicità mirata – andrà
monitorata, sostiene la Ue. "L'alto numero di attori
coinvolti e la complessità della tecnologia rendono molto
difficile per un utente capire quali dati e come sono
raccolti". Verranno monitorati, fra gli altri, anche servizi
e-mail (inclusi Gmail e Yahoo!, che stanno sostituendo i programmi
di posta elettronica) nonché quelli bancari e commerciali, che
fanno capo ad esempio a E-bay e Amazon.

Gli Internet player non hanno accolto di buon grado la nuova
strategia europea gridando all' "accanimento" e
facendo presente che la questione dei cookies di navigazione era
già stata toccata nella direttiva sulla e-Privacy del 2009.