SaaS, crescita a due cifre, ma attenzione alle "etichette"

L'ANALISI

Gartner: maturi i modelli di business e le tecnologie. Ma occorre vigiliare sulle operazioni di rebranding che "rischiano di confondere i compratori"

di Patrizia Licata
Il giro d’affari mondiale del software as a service (SaaS) arriverà a 9,2 miliardi di dollari nel 2010, segnando una crescita del 15,7% rispetto al 2009 (7,9 miliardi), secondo Gartner. Il trend proseguirà ancora più sostenuto nel 2011, quando le entrate mondiali del SaaS varranno 10,7 miliardi di dollari, pari a un incremento del 16,2% sul 2010.

"I timori iniziali riguardo alla sicurezza, al tempo di risposta e alla disponibilità del servizio si sono attenuati in molte aziende, ora che i modelli di business e le tecnologie SaaS sono più maturi e l’adozione si è diffusa”, nota Sharon Mertz, research director di Gartner. "Gli ecosistemi continuano ad evolvere: i vendor forniscono nuovi servizi, funzionalità segmentate per industrie e reti di contatto tra partner e compratori”.

I vendor continuano anche ad espandersi conquistando nuovi mercati, aumentando le implementazioni presso lo stesso cliente, sfruttando le opportunità “green” e allargando le soluzioni offerte, sia per crescita interna che tramite acquisizioni. Negli ultimi 12-18 mesi, Gartner ha anche osservato un cambiamento nel modo in cui il SaaS viene venduto, consumato e percepito da fornitori e compratori: "Notiamo che i top manager sono sempre più coinvolti nelle decisioni di acquisto. Inoltre, il peso del SaaS sull’organizzazione aziendale sta crescendo: sempre più spesso viene incorporato nei processi di business”, dichiara la Mertz.

Tuttavia un numero crescente di aziende tende a usare una certa varietà di applicazioni SaaS di vendor diversi che sono acquistate e implementate senza la partecipazione del dipartimento It, creando problemi di gestione. Inoltre, mentre i vendor integrano sempre più i social media e il social software nelle soluzioni SaaS, gli acquirenti di queste soluzioni sono solitamente aziende che usano pocoil software sociale.

Il segmento CCC (content, communications and collaboration) continua a guidare il mercato del SaaS enterprise con un fatturato che dovrebbe raggiungere i 2,9 miliardi di dollari quest’anno, seguito dal segmento Crm (customer relationship management), con revenues di 2,6 miliardi.

Nel corso del 2009 e del 2010, molto dell’interesse dell’industria verso il SaaS e i modelli off-premises si è spostato verso il cloud computing — un vasto concetto, sottolinea Gartner, di cui il SaaS è una delle declinazioni, perché rappresenta lo strato applicativo dell’intera architettura cloud. La società di ricerche stima che il 75% dell’attuale giro d’affari dell’erogazione SaaS potrebbe essere considerato come servizio cloud e la quota potrebbe superare il 90% entro il 2014 man mano che il modello SaaS matura e converge con i modelli dei servizi cloud.

Gli analisti Gartner mettono in guardia tuttavia sul fatto che è importante differenziare il SaaS dall’hosting o application management o dall’application outsourcing: "Poiché SaaS e cloud sono i temi caldi del mercato oggi, molti fornitori cambiano l’etichetta alla loro attività di hosting o application management o di application outsourcing chiamandola SaaS o sostengono che le loro soluzioni sono disponibili 'sulla nuvola', ma occorre stare attenti a queste operazioni di rebranding su servizi che sono in effetti un tradizionale application outsourcing e non vero SaaS o cloud", afferma la Mertz.

"Questo approccio rischia tra l’altro di confondere i compratori e alienarli”, conclude l’analista Gartner. “Le aziende clienti rischiano una brutta sorpresa se acquistano un servizio che ha un certo nome ma è di fatto qualcosa di diverso. Hosting e application management non sono sinomimi del SaaS e non necessariamente ricadono nella definizione di cloud computing".

14 Dicembre 2010