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SaaS, crescita a due cifre, ma attenzione alle “etichette”

Gartner: maturi i modelli di business e le tecnologie. Ma occorre vigiliare sulle operazioni di rebranding che “rischiano di confondere i compratori”

14 Dic 2010

Il giro d’affari mondiale del software as a service (SaaS)
arriverà a 9,2 miliardi di dollari nel 2010, segnando una crescita
del 15,7% rispetto al 2009 (7,9 miliardi), secondo Gartner. Il
trend proseguirà ancora più sostenuto nel 2011, quando le entrate
mondiali del SaaS varranno 10,7 miliardi di dollari, pari a un
incremento del 16,2% sul 2010.

"I timori iniziali riguardo alla sicurezza, al tempo di
risposta e alla disponibilità del servizio si sono attenuati in
molte aziende, ora che i modelli di business e le tecnologie SaaS
sono più maturi e l’adozione si è diffusa”, nota Sharon
Mertz, research director di Gartner. "Gli ecosistemi
continuano ad evolvere: i vendor forniscono nuovi servizi,
funzionalità segmentate per industrie e reti di contatto tra
partner e compratori”.

I vendor continuano anche ad espandersi conquistando nuovi mercati,
aumentando le implementazioni presso lo stesso cliente, sfruttando
le opportunità “green” e allargando le soluzioni offerte, sia
per crescita interna che tramite acquisizioni. Negli ultimi 12-18
mesi, Gartner ha anche osservato un cambiamento nel modo in cui il
SaaS viene venduto, consumato e percepito da fornitori e
compratori: "Notiamo che i top manager sono sempre più
coinvolti nelle decisioni di acquisto. Inoltre, il peso del SaaS
sull’organizzazione aziendale sta crescendo: sempre più spesso
viene incorporato nei processi di business”, dichiara la
Mertz.

Tuttavia un numero crescente di aziende tende a usare una certa
varietà di applicazioni SaaS di vendor diversi che sono acquistate
e implementate senza la partecipazione del dipartimento It, creando
problemi di gestione. Inoltre, mentre i vendor integrano sempre
più i social media e il social software nelle soluzioni SaaS, gli
acquirenti di queste soluzioni sono solitamente aziende che usano
pocoil software sociale.

Il segmento CCC (content, communications and collaboration)
continua a guidare il mercato del SaaS enterprise con un fatturato
che dovrebbe raggiungere i 2,9 miliardi di dollari quest’anno,
seguito dal segmento Crm (customer relationship management), con
revenues di 2,6 miliardi.

Nel corso del 2009 e del 2010, molto dell’interesse
dell’industria verso il SaaS e i modelli off-premises si è
spostato verso il cloud computing — un vasto concetto, sottolinea
Gartner, di cui il SaaS è una delle declinazioni, perché
rappresenta lo strato applicativo dell’intera architettura cloud.
La società di ricerche stima che il 75% dell’attuale giro
d’affari dell’erogazione SaaS potrebbe essere considerato come
servizio cloud e la quota potrebbe superare il 90% entro il 2014
man mano che il modello SaaS matura e converge con i modelli dei
servizi cloud.

Gli analisti Gartner mettono in guardia tuttavia sul fatto che è
importante differenziare il SaaS dall’hosting o application
management o dall’application outsourcing: "Poiché SaaS e
cloud sono i temi caldi del mercato oggi, molti fornitori cambiano
l’etichetta alla loro attività di hosting o application
management o di application outsourcing chiamandola SaaS o
sostengono che le loro soluzioni sono disponibili 'sulla
nuvola', ma occorre stare attenti a queste operazioni di
rebranding su servizi che sono in effetti un tradizionale
application outsourcing e non vero SaaS o cloud", afferma la
Mertz.

"Questo approccio rischia tra l’altro di confondere i
compratori e alienarli”, conclude l’analista Gartner. “Le
aziende clienti rischiano una brutta sorpresa se acquistano un
servizio che ha un certo nome ma è di fatto qualcosa di diverso.
Hosting e application management non sono sinomimi del SaaS e non
necessariamente ricadono nella definizione di cloud
computing".