OVER THE TOP. Telco contro content provider. Internet, la guerra fredda

FOCUS/ 1. Lo scenario

Lo scontro fra i due “partiti” renderà il Web diverso da come lo abbiamo conosciuto finora. Primi effetti tangibili già da quest’anno. La separazione fra rete fissa e rete mobile decretata dalla net neutrality Usa apripista per le future regole

di Alessandro Longo
Utenti e aziende farebbero bene a prepararsi a una Internet parecchio diversa da quella a cui sono abituati. Il suo nuovo volto sarà il risultato dello scontro-incontro tra due partiti: gli operatori telefonici da una parte e i content provider (tipo Google), dall’altra; anche noti agli addetti ai lavori come “over the top”. Già nel 2011 dovremmo vedere i primi effetti, nel mondo, di questa tensione tra le forze che operano sul web. L’hanno ribadito Google, At&t e Verizon, in conferenza a inizi di gennaio, durante il Ces, la fiera di elettronica di consumo di Las Vegas.
Questi tre sono coloro che più stanno facendo da pionieri, per questo dibattito. Le loro posizioni, espresse al Ces, fanno capire come si stanno posizionando i pezzi sulla nuova scacchiera del web.
Per prima cosa, è ormai evidente che cambierà in qualche modo il funzionamento di Internet. Per due motivi. Ormai sono favorevoli a cambiare le dinamiche di Internet anche gli over the top, che fino a poco tempo fa lottavano per lasciarle inalterate. Le istituzioni americane ed europee, inoltre, stanno lasciando aperta la porta a nuovi meccanismi alla base di Internet. Un risvolto previsto, durante un’intervista al Corriere delle Comunicazioni, da Maurizio Dècina, ordinario di reti e comunicazioni al politecnico di Milano e uno dei più attenti osservatori del settore.
Secondo punto fermo: si va verso una separazione tra rete fissa e rete mobile, per quanto riguarda le regole e i rapporti tra operatori e over the top. Sul fisso, le nuove regole ricorderanno di più le vecchie, a favore degli interessi degli over the top; sul mobile, gli operatori avranno la mano più libera per cambiare le carte da gioco.
Sono aspetti che emergono dall’analisi di quanto sta accadendo negli Usa che stanno facendo avanguardia nel dibattito. Il nuovo status quo che si sta formando lì indirizzerà le dinamiche del resto del mondo (a cominciare dall’Europa). Al Ces, infatti, gli attori commentavano le nuove regole disegnate a dicembre da Fcc (Federal communications commission), che è l’Authority Tlc nazionale. Google si è detta sostanzialmente d’accordo. AT&T pure, ma con qualche cautela. Verizon è contraria.
Vediamo in sintesi: il primo principio stabilito da Fcc è che tutti gli operatori banda larga dovranno dire agli utenti e agli innovatori (cioè aziende di servizi web) come gestiscono il traffico, le caratteristiche prestazionali del servizio e i termini commerciali dell’offerta. Secondo principio: gli operatori banda larga fissi non potranno bloccare applicazioni, servizi, terminali non dannosi alla rete e contenuti legali. Fcc vuole così evitare due cose: che gli operatori impediscano agli utenti di accedere a certi contenuti e che chiedano ai fornitori un pedaggio per traghettare i loro dati fino agli utenti. Terzo: gli operatori fissi non potranno fare “discriminazioni irragionevoli” sul traffico legale degli utenti. Sì alla gestione del traffico (accelerazioni, rallentamenti di pacchetti, prioritizzazioni) per tutelare la sicurezza e l’integrità del network e per evitarne la congestione. È “irragionevole”, invece, chiedere un pedaggio al fornitore del servizio per dargli priorità o per permettergli di raggiungere gli utenti.
Gli operatori mobili sono tenuti solo alla trasparenza; a loro è vietato solo bloccare siti legali e applicazioni che vanno in concorrenza con i loro servizi voce e video. Possono quindi accelerare o rallentare servizi.
Quarto principio: diventa permesso sperimentare con i “servizi specializzati” (anche chiamati “gestiti”). I fornitori di servizi futuri (distinti da quelli della normale Internet) potranno pagare gli operatori per farli andare più veloci e avere qualità garantita. Esempi di servizi specializzati, a detta di Fcc: sistemi di sicurezza domestica, smart grid, teleassistenza medica, future forme di intrattenimento e comunicazione. Sola condizione, che questi servizi non minino la normale Internet. L’Ue non ha fissato regole, ma il commissario Neelie Kroes (la massima autorità a riguardo) ha detto che per ora lascerà fare al mercato. Si limiterà a vigilare contro condotte anticompetitive. L’idea di fondo, che si è affermata sia da noi sia negli Usa: consentiamo agli operatori, soprattutto ai mobili, di sperimentare con nuovi servizi e accordi. In modo da non scoraggiare i futuri investimenti nelle reti di nuova generazione fisse e mobili. Le carte già sul tavolo ci dicono la piega che sta prendendo la partita. Sull’accesso di rete fissa arriveranno servizi futuri, frutto di accordi speciali, mai visti prima, tra operatori e over the top. È improbabile invece che questi ultimi dovranno pagare gli operatori fissi per traghettare, fino all’utente, i servizi della normale Internet. Le telco potranno sbizzarrirsi sul mobile, invece, inaugurando pratiche e accordi inediti con gli over the top anche per i servizi Internet base. Le novità, su fisso e mobile, favoriranno probabilmente gli attori che riusciranno ad accordarsi prima. È questa la principale incognita: che gli accordi già stretti tra le parti diventino barriere all’ingresso - soprattutto sul mobile - per i nuovi entranti nel mercato Internet.

24 Gennaio 2011