FUTURE PROOF. I servizi nuvola e la metafora di Internet

FUTURE PROOF

di Maurizio Dècina, professore ordinario Politecnico di Milano
Google, Amazon, eBay, Apple, sono i pionieri del modello di distribuzione dei servizi a nuvola per i consumatori e per le piccole aziende. Questo modello, da sempre presente in Internet, sta per essere adottato anche dalle imprese, da tutte le imprese, grandi, medie e piccole, ed è destinato a diventare pervasivo nell’arco dei prossimi dieci anni. La figura mostra schematicamente i tipi di servizi a nuvola offerti dai Csp (Cloud Service Provider). Non si tratta soltanto di offrire online applicazioni e business processes, con pagamento a consumo (Software as a Service, SaaS), ma anche di servizi di middleware, e cioè della fornitura “as a service” degli strumenti di sviluppo delle applicazioni stesse (Platform as a Service, PaaS). È ciò che fa Apple fornendo gli strumenti di sviluppo delle applicazioni che vende nel suo Apple Store. Inoltre, il Csp offre come servizio anche le infrastrutture hardware tipiche dei Data Center: server virtualizzati, memorie, e reti (Infrastructure as a Service, IaaS).

I fornitori di servizi Cloud sono quindi differenti dagli storici Asp (Application Service Provider) perché offrono anche piattaforme e infrastrutture, oltre che applicazioni, e perché sono costituiti in generale da associazioni di operatori (ciascuno specializzato appunto in hardware, middleware e software) che si presentano unitariamente sul mercato delle imprese. Mentre il modello a nuvola di tipo generale, detto “pubblico”, è immediatamente applicabile alle piccole imprese, le medie e le grandi imprese (le banche ad esempio) possono ricorrere più convenientemente a modelli a nuvola di tipo “privato” e “ibrido”.

Nel modello Private Cloud, un grande banca o una federazione di banche centralizzano progressivamente i servizi IaaS, PaaS e SaaS e li offrono a consumo all’interno dell’organizzazione o della federazione. Questo modello mitiga drammaticamente le problematiche di adozione delle forniture Public Cloud da parte delle grandi aziende, relative alla sicurezza e privatezza dei dati, e ai complessi aspetti contrattuali e agli standard di interoperabilità. Nel modello Hybrid Cloud, l’impresa o la federazione d’imprese si approvvigionano in parte con servizi Private Cloud e in parte con servizi Public Cloud.

Il modello di fornitura dei servizi a nuvola è applicabile a tutti, consumatori e imprese, e promette il raggiungimento di due grandi obiettivi: una diminuzione dei costi dell’IT aziendale (hardware, licenze software, personale addetto) con trasformazione dei costi da Capex a Opex; un aumento dell’agilità aziendale, in termini di flessibilità e rapidità di immissione sul mercato di prodotti/servizi innovativi e competitivi.

Il Cloud Computing avrà un impatto molto significativo nei prossimi dieci anni sul mercato dei servizi e dei prodotti Ict per le imprese e per le pubbliche amministrazioni. In un recente rapporto, Gartner stima che il mercato mondiale del Cloud (pubblico e privato) raggiunga i 150 miliardi di dollari nel 2013. Ma è il mondo dei consumatori che è stato pioniere nell’adozione e nella diffusione dei servizi Cloud. I servizi dei motori di ricerca sono servizi Cloud e Google offre i servizi di e-mail e di telefonia come Cloud, gratis. Anche i Social Network, come Facebook, offrono servizi di tipo Cloud, per le foto, le applicazioni e i documenti. Salesforce.com invece offre servizi Cloud alle piccole e medie imprese e recentemente ha adottato la strategia di coniugazione del Cloud e del Social networking, con l’intento di semplificare i servizi Cloud per le imprese: “al punto di renderli facili da usare come Facebook”.

07 Marzo 2011