Cordioli: "Il cloud non è sicuro? Lo dice chi ha paura di cambiare"

IL CIO

Il Cio di Permasteelisa, l'azienda di costruzioni di Vittorio Veneto, è stato fra i primi manager in Italia a passare alle soluzioni di virtualizzazione. "L'adozione della nuvola è una scelta obbligata: le aziende devono migliorare i processi e semplificare l'organizzazione"

di Mila Fiordalisi
"L’adozione del cloud è una scelta obbligata in un’ottica di semplificazione delle infrastrutture”. Ne è convinto Marcello Cordioli, Cio dell’azienda di costruzioni Permasteelisa che si è aggiudicato il riconoscimento di Cio europeo dell’anno - nella categoria Business Process Driven - da parte del business network dei Cio europei Cionet che ha indetto la competizione in collaborazione con la business school internazionale Insead.

Cordioli, che ha ricevuto il premio dal Commissario Ue all’Agenda digitale Neelie Kroes, è stato fra i primi manager in Italia ad adottare il cloud: la suite Google Apps è entrata in Permasteelisa già nel 2008 a servizio di oltre 3.500 dipendenti. Nella motivazione al premio Insead ha sottolineato “l’eccellente abilità di Marcello Cordioli nell’utilizzo dell’IT a supporto del business concorrendo alla creazione di una organizzazione più efficiente e abilitando i processi che favoriscono la capacità di innovazione della propria organizzazione verso i clienti”.

Cordioli, perché il cloud?
Permasteelisa aveva la necessità di consolidare i propri servizi di posta elettronica e di collaboration a livello globale. In precedenza, questi servizi erano gestiti da server locali e spesso non si poteva garantire la continuità del backup e tantomeno assicurare un servizio di disaster recovery. La soluzione cloud era ed è l’unica in grado di garantire la gestione dei servizi di posta e collaborazione, assicurando un tempo di recovery inferiore ad un’ora in caso di disastro. Abbiamo deciso di passare al cloud nel 2008 cominciando l’implementazione con le sedi più esposte perché più remote per poi continuare con le sedi centrali. Oggi in Permasteelisa i servizi cloud sono utilizzati per la posta elettronica, la collaborazione documentale e i micro-siti di progetto.

Sono passati tre anni dal debutto del cloud in Permasteelisa. Quali sono secondo lei i reali benefici derivanti dall’uso della “nuvola”?
Ci sono certi sistemi per le aziende che devono avere livelli di servizio molto alti in termini di disponibilità e di resilienza in caso di disastro. Questi servizi possono essere erogati dall’interno, ma a costi molto alti. Il modello cloud, a un costo contenuto, permette di ottenere livelli molto alti di servizio, al prezzo di imporre una standardizzazione di modelli alla propria organizzazione. Inoltre tutte le aziende possono migliorare la qualità del loro servizio IT usando i sistemi cloud. Il trasferimento, quando possibile, aumenta il livello di servizio, diminuendo il carico di lavoro per l’IT che si può dedicare a temi più critici per il business e più importanti per l’evoluzione dei sistemi.

E dal punto di vista economico? Quali sono i benefici concreti?
Ci sono senz’altro benefici economici importanti e un enorme aumento di disponibilità e di qualità del servizio. Gli stessi servizi, realizzati internamente, comporterebbero una spesa anche 10 volte superiore. I risparmi economici che abbiamo avuto in Permasteelisa sono fondamentalmente derivanti da mancati investimenti che avremmo dovuto fare per aggiornare i nostri sistemi alle richieste di affidabilità necessarie al business. Quantificarli non è facile, ma siamo senz’altro sopra al milione di euro in cinque anni. Altri vantaggi derivano dal fatto che i servizi cloud sono automaticamente aggiornati e manutenuti. Questo comporta un enorme “saving” in termine di tempo per l’organizzazione IT e inoltre garantisce una disponibilità continua per il business senza interruzione di servizio.

Farete ulteriori implementazioni in azienda?
Stiamo monitorando con attenzione il mercato cloud e abbiamo intenzione di cogliere tutte le opportunità che potranno emergere. In questo momento stiamo valutando l’opportunità di usare l’ambiente cloud per alcune applicazioni che debbano essere disponibili in tutto il mondo. Tenga conto che ad oggi tutti i nostri uffici in Europa, Nord America, Asia e Oceania utilizzano il cloud. Ed abbiamo anche molti cantieri che devono condividere documenti e posta elettronica con le sedi centrali e che quindi utilizzano questi servizi.

Si sta facendo un gran parlare della questione sicurezza. Il caso Amazon è emblematico. Cosa ne pensa?
La questione della sicurezza è il tema più usato da chi non vuole cambiare. La sicurezza dei dati è gestita dai contratti di servizio, che sono in grado di soddisfare tutte le richieste, anche delle organizzazioni più esigenti. Inoltre la storia insegna che la stragrande maggioranza delle fughe di informazioni avviene dall’interno delle aziende. Avere un’applicazione cloud con un severo controllo dell’accesso esclude perfino gli amministratori dalla possibilità di accedere ai dati.Quindi un’applicazione cloud è, per disegno, molto più robusta di una applicazione gestita internamente. I dati posti all’esterno e protetti da professionisti di scala globale sono la miglior garanzia dell’inviolabilità delle informazioni.

Lei si è aggiudicato il riconoscimento di Cio dell’anno. Qual è oggi il ruolo del Cio e come si è evoluto e si sta evolvendo?

Il ruolo del Cio è profondamente cambiato e cambierà anche nel prossimo futuro. Negli scorsi anni la priorità era la gestione dell’infrastruttura e la definizione delle migliori tecnologie per il supporto delle applicazioni. In seguito, con lo stabilizzarsi delle soluzioni architetturali, la priorità è diventata l’integrazione dei sistemi e la capacità di far coesistere sistemi diversi su piattaforme distinte.
Questa fase è ancora il tema corrente per molte aziende, ma per chi ha abbracciato fino in fondo le soluzioni Erp questa problematica è sfumata. La sfida di questi anni e del prossimo periodo è la gestione del cambiamento: il Cio deve accompagnare l’azienda nel miglioramento dei processi e nelle semplificazioni organizzative.

L’IT è considerato una leva per il business o si fa ancora fatica ad affermarlo come “asset” strategico?
Che l’IT sia un asset strategico è un dato di fatto. Un’azienda agile e veloce è sempre accompagnata da un IT che viaggi alla stessa velocità. È fondamentale che l’IT sia coinvolto nelle scelte e nelle operazioni di business, altrimenti si può correre il rischio reale che iniziative che l’azienda vorrebbe intraprendere rimangano bloccate da una IT non tanto lenta, quanto non informata per tempo.

Qual è la strategia IT che sta portando avanti in Permasteelisa?
Permasteelisa è un’azienda molto complessa, principalmente da un punto di vista geografico: ha molte sedi e un buon numero di queste si spostano o variano di dimensione in funzione delle variazioni del business. Per controbilanciare questo processo l’IT ha perseguito e continua a perseguire una fortissima semplificazione, cercando il più possibile di avere sistemi semplici, facilmente replicabili e scalabili.

23 Maggio 2011