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Cordioli: “Il cloud non è sicuro? Lo dice chi ha paura di cambiare”

Il Cio di Permasteelisa, l’azienda di costruzioni di Vittorio Veneto, è stato fra i primi manager in Italia a passare alle soluzioni di virtualizzazione. “L’adozione della nuvola è una scelta obbligata: le aziende devono migliorare i processi e semplificare l’organizzazione”

23 Mag 2011

"L’adozione del cloud è una scelta obbligata in un’ottica
di semplificazione delle infrastrutture”. Ne è convinto Marcello
Cordioli, Cio dell’azienda di costruzioni Permasteelisa che si è
aggiudicato il riconoscimento di Cio europeo dell’anno – nella
categoria Business Process Driven – da parte del business network
dei Cio europei Cionet che ha indetto la competizione in
collaborazione con la business school internazionale Insead.

Cordioli, che ha ricevuto il premio dal Commissario Ue all’Agenda
digitale Neelie Kroes, è stato fra i primi manager in Italia ad
adottare il cloud: la suite Google Apps è entrata in Permasteelisa
già nel 2008 a servizio di oltre 3.500 dipendenti. Nella
motivazione al premio Insead ha sottolineato “l’eccellente
abilità di Marcello Cordioli nell’utilizzo dell’IT a supporto
del business concorrendo alla creazione di una organizzazione più
efficiente e abilitando i processi che favoriscono la capacità di
innovazione della propria organizzazione verso i clienti”.

Cordioli, perché il cloud?
Permasteelisa aveva la necessità di consolidare i propri servizi
di posta elettronica e di collaboration a livello globale. In
precedenza, questi servizi erano gestiti da server locali e spesso
non si poteva garantire la continuità del backup e tantomeno
assicurare un servizio di disaster recovery. La soluzione cloud era
ed è l’unica in grado di garantire la gestione dei servizi di
posta e collaborazione, assicurando un tempo di recovery inferiore
ad un’ora in caso di disastro. Abbiamo deciso di passare al cloud
nel 2008 cominciando l’implementazione con le sedi più esposte
perché più remote per poi continuare con le sedi centrali. Oggi
in Permasteelisa i servizi cloud sono utilizzati per la posta
elettronica, la collaborazione documentale e i micro-siti di
progetto.

Sono passati tre anni dal debutto del cloud in
Permasteelisa. Quali sono secondo lei i reali benefici derivanti
dall’uso della “nuvola”?

Ci sono certi sistemi per le aziende che devono avere livelli di
servizio molto alti in termini di disponibilità e di resilienza in
caso di disastro. Questi servizi possono essere erogati
dall’interno, ma a costi molto alti. Il modello cloud, a un costo
contenuto, permette di ottenere livelli molto alti di servizio, al
prezzo di imporre una standardizzazione di modelli alla propria
organizzazione. Inoltre tutte le aziende possono migliorare la
qualità del loro servizio IT usando i sistemi cloud. Il
trasferimento, quando possibile, aumenta il livello di servizio,
diminuendo il carico di lavoro per l’IT che si può dedicare a
temi più critici per il business e più importanti per
l’evoluzione dei sistemi.

E dal punto di vista economico? Quali sono i benefici
concreti?

Ci sono senz’altro benefici economici importanti e un enorme
aumento di disponibilità e di qualità del servizio. Gli stessi
servizi, realizzati internamente, comporterebbero una spesa anche
10 volte superiore. I risparmi economici che abbiamo avuto in
Permasteelisa sono fondamentalmente derivanti da mancati
investimenti che avremmo dovuto fare per aggiornare i nostri
sistemi alle richieste di affidabilità necessarie al business.
Quantificarli non è facile, ma siamo senz’altro sopra al milione
di euro in cinque anni. Altri vantaggi derivano dal fatto che i
servizi cloud sono automaticamente aggiornati e manutenuti. Questo
comporta un enorme “saving” in termine di tempo per
l’organizzazione IT e inoltre garantisce una disponibilità
continua per il business senza interruzione di servizio.

Farete ulteriori implementazioni in azienda?
Stiamo monitorando con attenzione il mercato cloud e abbiamo
intenzione di cogliere tutte le opportunità che potranno emergere.
In questo momento stiamo valutando l’opportunità di usare
l’ambiente cloud per alcune applicazioni che debbano essere
disponibili in tutto il mondo. Tenga conto che ad oggi tutti i
nostri uffici in Europa, Nord America, Asia e Oceania utilizzano il
cloud. Ed abbiamo anche molti cantieri che devono condividere
documenti e posta elettronica con le sedi centrali e che quindi
utilizzano questi servizi.

Si sta facendo un gran parlare della questione sicurezza.
Il caso Amazon è emblematico. Cosa ne pensa?

La questione della sicurezza è il tema più usato da chi non vuole
cambiare. La sicurezza dei dati è gestita dai contratti di
servizio, che sono in grado di soddisfare tutte le richieste, anche
delle organizzazioni più esigenti. Inoltre la storia insegna che
la stragrande maggioranza delle fughe di informazioni avviene
dall’interno delle aziende. Avere un’applicazione cloud con un
severo controllo dell’accesso esclude perfino gli amministratori
dalla possibilità di accedere ai dati.Quindi un’applicazione
cloud è, per disegno, molto più robusta di una applicazione
gestita internamente. I dati posti all’esterno e protetti da
professionisti di scala globale sono la miglior garanzia
dell’inviolabilità delle informazioni.

Lei si è aggiudicato il riconoscimento di Cio dell’anno. Qual è
oggi il ruolo del Cio e come si è evoluto e si sta
evolvendo?

Il ruolo del Cio è profondamente cambiato e cambierà anche nel
prossimo futuro. Negli scorsi anni la priorità era la gestione
dell’infrastruttura e la definizione delle migliori tecnologie
per il supporto delle applicazioni. In seguito, con lo
stabilizzarsi delle soluzioni architetturali, la priorità è
diventata l’integrazione dei sistemi e la capacità di far
coesistere sistemi diversi su piattaforme distinte.
Questa fase è ancora il tema corrente per molte aziende, ma per
chi ha abbracciato fino in fondo le soluzioni Erp questa
problematica è sfumata. La sfida di questi anni e del prossimo
periodo è la gestione del cambiamento: il Cio deve accompagnare
l’azienda nel miglioramento dei processi e nelle semplificazioni
organizzative.

L’IT è considerato una leva per il business o si fa
ancora fatica ad affermarlo come “asset”
strategico?

Che l’IT sia un asset strategico è un dato di fatto.
Un’azienda agile e veloce è sempre accompagnata da un IT che
viaggi alla stessa velocità. È fondamentale che l’IT sia
coinvolto nelle scelte e nelle operazioni di business, altrimenti
si può correre il rischio reale che iniziative che l’azienda
vorrebbe intraprendere rimangano bloccate da una IT non tanto
lenta, quanto non informata per tempo.

Qual è la strategia IT che sta portando avanti in
Permasteelisa?

Permasteelisa è un’azienda molto complessa, principalmente da un
punto di vista geografico: ha molte sedi e un buon numero di queste
si spostano o variano di dimensione in funzione delle variazioni
del business. Per controbilanciare questo processo l’IT ha
perseguito e continua a perseguire una fortissima semplificazione,
cercando il più possibile di avere sistemi semplici, facilmente
replicabili e scalabili.