La guerra dei social network Facebook ora crede nel game

MEDIA

A due anni dalla nascita il sito punta sulle applicazioni dedicate ai giochi

di Veronic Vinciotti



















Facebook o MySpace? Twitter o FriendFeed? Chi vale di più sul mercato, il sito di Zuckerberg che registra 275 milioni di utenti o quello di Murdoch che di utenti ne ha meno ma guadagna 900 milioni di dollari in pubblicità (tre volte tanto le entrate di Facebook)? La moscovita Dst Technologies ha offerto 200 milioni di dollari per 1,96% d’azioni Facebook, svelando in questo modo il (diminuito, rispetto al 2007) valore della società.
 

Ma nel mondo dei social network, ancora in cerca di un proprio modo per sopravvivere, si aggiusta continuamente il tiro. “Il mondo si muove sempre di più intorno alle applicazioni che si appoggiano ai social network come Facebook, FriendFeed o Twitter”. Lo dice Michael Wolf - così riporta il Financial Times - ex presidente di Mtv Networks, da poco nel board advisor di Slide, compagnia di entertainment che collabora sia con Facebook che con MySpace. Proprio per questo è il momento, per i social network, di diventare grandi: trovando prodotti o caratteristiche in grado di battere una concorrenza che si fa sempre più agguerrita. Le differenziazioni sono visibili già dai protocolli che costituiscono il cuore della gestione. Facebook (ideato d Zuckerberg) utilizza una struttura predefinita, con grafica e font prestabiliti, e aggiorna in automatico nella bacheca pubblica i newsfeed  degli utenti. Un modello che permette l’accesso a un ampio target di utenti rendendo le funzioni basi a portata di click. MySpace (della News Corp. di Murdoch) punta invece su una struttura più aperta, una tela bianca per la libertà d’espressione. Mette a disposizione codici di programmazione (come l'Html e il Css) che permettono di cambiare il proprio profilo caricando contenuti multimediali (in circolazione ci sono 2.7 milioni tra foto, video, brani condivisi). Infine, come Facebook, anche Twitter utilizza la funzione newsfeed, ma lascia agli utenti la possibilità di decidere cosa sarà condiviso: un microblog dove pubblicare informazioni lampo di 140 battute al massimo, che gli ideatori Evan Williams e Biz Stone definiscono (in un’intervista al Sole 24 ore ) “ideale per l’insegnamento” (del Web).
 

Ma la vera arma vincente per Facebook sono le applicazioni. In particolare, le applicazioni per il game. In occasione del suo secondo compleanno, il sito fa i conti registrando più di 275 milioni di utenti (in Europa e Usa le percentuali più alte) che fanno girare almeno un’applicazione di giochi ciascuno. Ci sono più di 52mila applicazioni nella App Directory, tra giochi-test e link. Fra queste, almeno 100 applicazioni vantano un milione di utenti attivi. Non a caso, è al sesto posto tra i siti più visitati al mondo e conquista un ampio target d’iscritti che va dai 18 ai 50 anni.
 

"Gli utenti tendono a andare sempre più su piattaforme come la nostra e sempre più rimangono invischiati da applicazioni di gioco - dice Ethan Beard, direttore del platform marketing di Facebook -. Molti di loro potrebbero addirittura essere definiti  dei dipendenti al limite del bordeline”. Ed è proprio tra le fila dei “game-dipendenti” che vengono individuati gli utenti con maggiore disponibilità di spesa. (“dipendenza” corroborata dopo l’invenzione del cellulare Inq1 di 3 Italia con accesso a Facebook). In Italia, per esempio, solo nell’ultimo anno, gli utenti hanno raddoppiato il tempo da dedicare ai social network: il 15% della parte di giornata impiegata a navigare navigazione.

In particolare hanno riscosso particolare successo i recenti giochi Restaurant City, Texas Hold'em Poker e Mafia Wars. Il primo, targato Playfish, già nota per una delle prime applicazioni inserite nel social network, Pet Society, dichiara di aver raggiunto quota 3 milioni di dollari di vendite mentre Zynga, creatore di Texas Hold'em Poker  (uno dei pochi giochi interattivi di Poker rimasto free online) e Mafia Wars, vanta vendite per 100 milioni di dollari. Entrambi prevedono di generare solo per quest’anno, grazie a Facebook, circa 500 milioni di dollari. I giochi, alcuni dei quali interattivi, permettono agli utenti di interagire con i propri contatti attraverso i rispettivi avatar, come nei veri e propri giochi a pagamento. Inoltre, la chat che richiama la struttura dei classici gdr (giochi di ruolo), punta a conquistare, anche se in scala, il grande pubblico dei giocatori online.

09 Giugno 2009