Ericsson: "Gli Isp non possono fare i poliziotti del web"

PIRATERIA

Per il vendor svedese la responsabilità di difendere il copyright spetta ai detentori dei diritti, non ai service provider. Una posizione contenuta in un discussion paper che getta dubbi sull'approccio dei "tre colpi" e del taglio della connessione Internet ai "pirati"

di Patrizia Licata
Non spetta agli Internet service provider fare i poliziotti del web: a sostenerlo è Ericsson in un discussion paper sugli approcci globali al problema della protezione del copyright su Internet, un documento che arriva proprio mentre la Nuova Zelanda avvia l’attuazione della nuova legge anti-pirateria basata sui cosiddetti “tre colpi”: gli Isp dovranno mandare avvertimenti agli utenti colti mentre effettuano download illegali.

Ericsson sostiene però che occorra un “approccio più equilibrato” e critica le iniziative dei detentori del copyright che in diversi Paesi del mondo, come la Francia, chiedono un intervento forte di controllo e prevenzione da parte degli Isp. Per l’azienda svedese, il compito di far rispettare il diritto d’autore è di chi lo possiede: “Il detentore dei diritti dovrebbe assumersi la responsabilità di far rispettare la proprietà intellettuale e dovrebbe anche pagare un indennizzo all’Isp nel caso questi subisca costi o perdite a causa della pirateria”, afferma Ericsson.

"Bisogna evitare di dare in outsourcing agli Isp il compito di far rispettare i diritti sulla proprietà privata”, ribadisce il documento di Ericsson. “Eventuali sanzioni spettano poi ai tribunali. Solo i dovuti processi legali possono garantire un’equa valutazione di prove e accuse, consentire la difesa e imporre pene commisurate”. Per Ericsson tagliare all’utente la connessione Internet è una misura estrema, in alcuni casi esagerata rispetto alla violazione commessa. Il vendor svedese afferma che aggirare il sistema legale usuale affidando a attori diversi il compito di far rispettare le regole su Internet rischia di calpestare diritti fondamentali dell’utente, mentre la legge va sempre applicata in modo “regolare ed equo”.

Ericsson continua sostenendo che una riforma del copyright che tenga conto del file sharing non può essere "a un senso”, cioè solo a favore dei detentori del copyright, ma deve mostrarsi flessibile come le leggi che in passato hanno regolato altre aree, per esempio i videoregistratori: per Ericsson occorre tenere conto anche delle “ragionevole aspettative degli utenti”. Nel caso delle videoregistrazioni dalla tv o di alcune registrazioni di file musicali sono stati introdotti emendamenti alla legge sul copyright, legalizzando le copie effettuate per l’uso personale, creando eccezioni all’uso esclusivo o applicando il principio del "fair use", nota Ericsson, pur aggiungendo che questo non deve autorizzare gli utenti in linea generale a condividere le opere altrui violandone i diritti.

Ma quale la ricetta per ridurre il fenomeno della pirateria online? Ericsson non ha dubbi: le aziende dovrebbero trovare modi per rendere i loro contenuti disponibili online in modo “rapido, legale ed economico”:

04 Novembre 2011