Icann al voto per inserire sul Web domini "non latini"

INTERNET

Il documento che l'ente voterà a Seoul il 30 ottobre prevede la possibilità di utilizzare alfabeti diversi da quelli latini per gli indirizzi Internet

di Federica Meta
Un dominio Internet scritto in cinese o arabo? Presto potrebbe diventare realtà. L'Icann, l'ente che si occupa della gestione dei domini del Web, si appresta a votare, il prossimo 30 ottobre, il "Proposed Final Implementation Plan for IDN ccTLD Fast Track Process" che darà ufficialmente vita agli Internationalized Domain Names (IDNs). Se la votazione andrà a buon fine, dunque, la Rete potrà utlizzare anche indirizzi con caratteri derivati da alfabeti non latini (cinese, giapponese, arabo, cirillico).

Secondo Rod Beckstrom, Ceo Icann, il voto di fine ottobre è di fondamentale importanza per lo sviluppo di Internet. "Nel meeting Icann che si terrà a Seoul a fine mese faremo un ulteriore passo verso l'internazionalizzazione di Internet - rimarca Beckstrom -. Qualunque persona in ogni angolo del mondo potrà navigare sul mondo online usando il proprio linguaggio scritto nativo, implementando così l'inclusione nell'organizzazione di Paesi sempre più strategici quali Cina e Russia". Se l'Icann dirà sì al documento, i primi domini "non latini" arriveranno già per la metà del 2010 dato che l'ente sta lavorando alla sperimentazione delle procedure da due anni. Sempre il 30 ottobre l'ente dovrà votare l'introduzione del dominio ".post" dedicato al comparto postale.
A fine settembre l'Icann era stato protagonista di un'altra "piccola grande rivoluzione", affrancandosi dal controllo del ministero del Commercio americano. Con la firma di una “Dichiarazione d’impegno” l'ente si è infatti impegnato a diventare un’organizzazione indipendente e multi-stakeholder che dovrà riferire periodicamente ai governi dei Paesi aderenti.
 

27 Ottobre 2009