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Icann al voto per inserire sul Web domini “non latini”

Il documento che l’ente voterà a Seoul il 30 ottobre prevede la possibilità di utilizzare alfabeti diversi da quelli latini per gli indirizzi Internet

27 Ott 2009

Un dominio Internet scritto in cinese o arabo? Presto potrebbe
diventare realtà. L'Icann, l'ente che si occupa della
gestione dei domini del Web, si appresta a votare, il prossimo 30
ottobre, il "Proposed
Final Implementation Plan for IDN ccTLD Fast Track
Process" che darà ufficialmente vita agli
Internationalized Domain Names (IDNs). Se la votazione andrà a
buon fine, dunque, la Rete potrà utlizzare anche indirizzi con
caratteri derivati da alfabeti non latini (cinese, giapponese,
arabo, cirillico).

Secondo Rod Beckstrom, Ceo Icann, il voto di fine ottobre è di
fondamentale importanza per lo sviluppo di Internet. "Nel
meeting Icann che si terrà a Seoul a fine mese faremo un ulteriore
passo verso l'internazionalizzazione di Internet – rimarca
Beckstrom -. Qualunque persona in ogni angolo del mondo potrà
navigare sul mondo online usando il proprio linguaggio scritto
nativo, implementando così l'inclusione
nell'organizzazione di Paesi sempre più strategici quali Cina
e Russia". Se l'Icann dirà sì al documento, i primi
domini "non latini" arriveranno già per la metà del
2010 dato che l'ente sta lavorando alla sperimentazione delle
procedure da due anni. Sempre il 30 ottobre l'ente dovrà
votare l'introduzione del dominio ".post" dedicato al
comparto postale.
A fine settembre l'Icann era stato protagonista di un'altra
"piccola grande rivoluzione", affrancandosi dal controllo
del ministero del Commercio americano. Con la firma di una
“Dichiarazione d’impegno” l'ente si è infatti impegnato
a diventare un’organizzazione indipendente e multi-stakeholder
che dovrà riferire periodicamente ai governi dei Paesi
aderenti.