Copyright, Aiip e Assoprovider: no al regolamento Agcom

DIRITTO D'AUTORE

Le associazioni chiedono lo stop all'iter della delibera. Paolo Nuti: "E' incostituzionale". Annunciati tre disegni di legge (Gal, Scelta civica e M5S) alternativi alla proposta dell'authority

di m.s.

Sono tre i disegni di legge che verranno proposti in alternativa alla delibera regolamento Agcom sul diritto d’autore. Gl annunci sono stati al centro di un convegno che si è svolto presso la Camera (il 2 ottobre), organizzato da associazioni di Tlc, di consumatori, keynote speaker l’avvocato Fulvio Sarzana.

In particolare è stata annunciata la presentazione del disegno di legge AS1066 da parte di Francesco Palermo, Senatore del gruppo delle Autonomie e ordinario di diritto costituzionale, oltre a un analogo disegno di legge da parte del vicepresidente della IX Commissione Poste e Telecomunicazioni, Ivan Catalano (M5S) e del deputato Mirella Liuzzi (M5S) della commissione Poste alla Camera.

Le due proposte affrontano il problema della pirateria ipotizzando un sistema di repressione basato sul “follow the money”. Contemporaneamente permettono di effettuare una rigida distinzione tra scopo di lucro e non di lucro del copyright. Per quanto riguarda l’enforcement le proposte variano sensibilmente assegnando a diversi organi, a seconda delle proposte normative, il compito di fungere da raccordo con l’Autorità giudiziaria, che si vede assegnare nuovi poteri di repressione sulle violazioni a scopo di lucro. Stefano Quintarelli di Scelta civica ha annunciato a sua volta la presentazione di un disegno di legge centrato sulla repressione della pirateria commerciale attraverso il follow the money.

Elemento comune a tutti gli interventi la richiesta all’autorità di interrompere l’iter deliberativo relativo all’approvazione del regolamento sul diritto d’autore. Nicola D’Angelo, già membro Agcom, ha riferito di ritenere l’authority “priva di qualsivoglia giustificazione giuridica” in grado di conferire i poteri di repressione sul diritto d’autore sul web. D’Angelo ha citato l’esempio della regolamentazione sulla net neutrality della Fcc americana, fermata dal Congresso degli Usa perché priva della necessaria copertura normativa e perché la regolamentazione amministrativa senza l’approvazione del Congresso avrebbe potuto rappresentare un pericoloso precedente.

All’incontro era presente fra gli altri l’ex direttore dell’Ufficio Studi dell’Agcom, Fulvio Ananasso.

Intervento duro di Paolo Nuti, vicepresidente dell’Associazione di operatori Tlc Aiip-Confindustria Digitale, che ha bollato come “incostituzionale” il regolamento Agcom, con particolare riferimento alle invasioni della privacy degli utenti di Internet. Analoghe le riflessioni di Dino Bortolotto, presidente dei Assoprovider. Confcommercio ha posto l’accento sulle conseguenze economiche della forma di repressione adottata dall’Agcom e sulle conseguenze in ordine ai diritti degli utenti di una repressione adottata nel giro di poche ore.

Per Marco Pierani responsabile relazioni istituzionali di Altroconsumo “Agcom non ha alcuna legittimazione ad emanare il regolamento in materia di diritto d'autore online né in base al decreto Romani né tantomeno in attuazione del dlgs 70 del 2003, un decreto di 10 or sono che non richiede in alcun modo di essere attuato”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 03 Ottobre 2013

TAG: copyright, agcom, cardani, nicola d'angelo, paolo nuti, stefano quintarelli, fulvio sarzana, fulvio ananasso, francesco palermo, mirella liuzzi, ivan catalano

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