La new economy digitale passa per i2015

INNOVAZIONE

Il primo caposaldo della strategia di Bruxelles sarà la creazione un singolo mercato europeo dei servizi online a misura dei consumatori

di Patrizia Licata
Sono i consumatori al centro del piano d’azione dell’Unione europea “i2015” per il futuro dell’economia digitale, che le istituzioni comunitarie stanno cominciando a definire e dovrebbero presentare per la primavera del 2010. La protezione dei diritti degli utenti sarà elemento chiave delle future politiche Ue nel campo delle tecnologie dell’informazione e comunicazione (Ict).
Stando ai lavori avviati dal commissario all’Information Society, Viviane Reding, il primo caposaldo del nuovo piano d’azione sarà creare un singolo mercato europeo dei servizi online che sia veramente consumer-friendly, a misura dei consumatori. In una lettera indirizzata al presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, a novembre, la Reding lamentava il numero troppo basso di transazioni online trans-frontaliere (solo il 7% del totale, mentre il 60% fallisce per questioni legali o tecniche). "Questo è un potenziale che non possiamo permetterci di sprecare”, sottolineava la Reding, che nella lettera chiedeva anche un maggior sviluppo delle connessioni a Internet veloci e dell’uso delle Ict per ridurre le emissioni inquinanti dell’Ue. 

Il punto di vista della Reding è in parte ripreso dall’agenda digitale che il Parlamento europeo sta mettendo a punto. L’europarlamentare spagnola Pilar Del Castillo (EPP), che è incaricata di redigere il documento, sottolinea che “la persona” sarà al centro dell’azione politica del Parlamento. "Diritti, connettività, area di competenza”: queste le parole chiave del report che sarà presentato a gennaio e che la Del Castillo si aspetta venga adottato dal Parlamento a marzo.

Nel frattempo, la presidenza Ue spagnola che si appresta a entrare sta mettendo a punto la propria agenda digitale, ribattezzata la “Granada Strategy”, dal nome della città andalusa dove sarà lanciata alla fine di aprile 2010.  Uno dei cardini della strategia sarà una carta dei diritti degli utenti Ict, come ha sottolineato il segretario di Stato spagnolo alle Telecomunicazioni Francisco Ros Peràn alla conferenza annuale dell’Ecta a Bruxelles l’8 dicembre. Il documento ribadirà i diritti fondamentali già protetti dalla legge Ue, come la sicurezza sul web, la privacy online e la protezione dei minori su Internet. 

Ma secondo le prime anticipazioni, questa “carta” potrebbe includere anche il diritto esplicito all’uso dei servizi VoIp sui telefoni cellulari, come parte del più ampio diritto alla net neutrality – una decisione che sicuramente scatenerà un acceso dibattito, perché gli operatori mobili temono che permettere ai consumatori di chiamare via Skype dai telefonini possa seriamente danneggiare i servizi telecom tradizionali, riducendo di molto le entrate dei carrier proprio mentre investono nell’aggiornamento delle infrastrutture. Ma l’Ue, come già gli Stati Uniti, sembra pronta a sostenere che Internet deve restare libero e neutrale e a permettere ai vari servizi di svilupparsi senza avvantaggiarne alcuni rispetto ad altri. L’obiettivo è migliorare l’offerta per i consumatori e favorire l’innovazione.
 

11 Dicembre 2009