Il cinema in 3D cambierà il mercato delle Tlc. Parola di Avatar

TECNOLOGIE VIDEO

La nuova tecnologia accrescerà la domanda di rete: per vedere i nuovi prodotti serve un'ampiezza di banda tra i 5 e gli 8 Mbps

di Patrizia Licata
In Italia uscirà il 15 gennaio, ma negli Usa è già un grande successo di pubblico, tale da cominciare a oscurare il precedente blockbuster “Titanic” dello stesso regista, James Cameron. Si tratta del film in 3D “Avatar”, che ha già totalizzato oltre un miliardo di dollari al botteghino. Il record di 1,84 miliardi di dollari, raggiunto da “Titanic” nel 1998, è alla portata di “Avatar” secondo molti analisti. La rosea previsione è confortata da un dato: mentre altri film di successo hanno di solito ottime performance nel primo weekend nelle sale, ma poi le vendite di biglietti calano notevolmente, “Avatar”, alla terza settimana di programmazione in America, continua ad attrarre pubblico. Merito sicuramente della campagna pubblicitaria costata 200 milioni di dollari e di una produzione da 300 milioni di dollari, ma non va sottovalutato il fatto che il film viene proiettato anche nelle versioni 3D e Imax 3D.

Ciò porta a riflettere sulle implicazioni per l’industria del cinema e delle telecomunicazioni: il triple-play appare sempre più come il settore “caldo” delle Tlc e i nuovi sviluppi della tecnologia per la tv, come il 3D, non sono più dominio solo degli operatori del cavo ma interessano tutti gli attori sul mercato della tv e del video. I film e in generale i video in 3D portano senz’altro a un aumento nel valore delle offerte in tv, ma accrescono anche la domanda di rete, perché il 3D richiede più banda larga dell’Hd, che già ha significato un passaggio dagli 1-2Mbps della tv standard a 5-8Mbps. Scaricare film in 3D richiederà più tempo e apre nuovi problemi legati allo streaming.

A parte la necessità di indossare gli appositi occhiali, che non tutti trovano comodi, i consumatori sembrano accogliere con favore l’avvento del 3D e il successo di Avatar lo dimostra: il 75% dei biglietti è stato venduto in cinema 3D e Imax 3D. Aggiornare i cinema rendendoli 3D può fornire al pubblico un motivo in più per tornare a frequentare le sale e abbandonare la comodità della poltrona di casa, e fornire alle sale cinematografiche una buona scusa per aumentare i prezzi.

Quanto al broadcast, il cavo ha chiaramente più vantaggi rispetto all’IpTv, perché offre più spettro per le trasmissioni. Il 3DHD sull’IpTv richiederà una maggiore diffusione della fibra ottica. Nella tv non lineare (i contenuti videoregistrati), invece, la leadership del cavo sulla rete telefonica è minore. In definitiva, Avatar apre una strada, ma non è il punto di arrivo; se da un lato Hollywood già usa da tempo il 3D (lo fanno Pixar e DreamWorks, per esempio) e le nuove tv sono sempre più spesso di tipo 3D (come emerso dal recente Consumer electronics show di Las Vegas, che ha visto produttori come LG, Panasonic, Sony e Vizio mettere in mostra i loro nuovi modelli), il passaggio delle sale dal 2D al 3D non avverrà dall’oggi al domani e le tecnologie chiamate ad evolversi per tenere il passo con questa innovazione sconfinano oltre il dominio del cinema.

11 Gennaio 2010