Diritto all'oblio, Microsoft detta i tempi. Sei mesi per cancellare i dati

DIRITTO ALL'OBLIO

Dopo le richieste della Ue annunciata la nuova policy per il trattamento delle informazioni online

di Davide Lombardi
Dalle parole e i moniti, quelli più volte giunti dalla Commissione Europea e dall’organo Ue per la riservatezza, l’Article 29 Data Protection Working Party, si passa ai fatti. Microsoft ha infatti annunciato l’intenzione di ridurre a sei mesi il periodo di conservazione dei dati derivanti dalle ricerche compiute tramite Bing.

E’ un importante passo avanti per la privacy online, e pareva quasi scontato che fosse Microsoft a compierlo prima di tutti gli altri. Proprio Redmond un anno fa aveva sollevato il problema, chiamando in causa anche Google e Yahoo, e proponendo di diminuire il periodo di conservazione dei dati e fornire agli utenti maggiore sicurezza e privacy nella navigazione.

Nel comunicato Microsoft rivendica una policy già all’avanguardia nella difesa della privacy: difatti non appena Bing riceve una search query, subito i dati della persona vengono deidentificati separandoli dall’account. Dopo 18 mesi viene poi cancellato l’indirizzo Ip, e con esso il cookie anonimo e qualsiasi altro ID delle sessioni di ricerca legato in qualche modo alla query. La politica, annuncia Redmond, resterà sostanzialmente la stessa, salvo la cancellazione dell’indirizzo Ip che scatterà solo 6 mesi dopo la ricerca. La nuova policy sarà operativa entro 12-18 mesi.

“Questo cambiamento  – recita il comunicato di Microsoft – è il risultato di un numero di fattori che includono una continua valutazione dei nostri bisogni di mercato e il nostro continuo dialogo con i difensori della privacy, i gruppi di consumatori ed i regolatori della privacy, incluso l’Article 29 Working Party”

Eppure ogni motore di ricerca ha mille buone ragioni per conservare i dati. Studiare i trend permette di migliorare la qualità dei risultati della ricerca, proteggere contro le frodi e conservare un business sicuro. “Ma la privacy del consumatore può e deve essere preservata, e da parte nostra cercheremo di assicurare l’equilibrio ed il mantenimento di entrambi gli obiettivi”, afferma il comunicato che si chiude con un applauso all’Article 29 Working Party per le linee guida dettate e per il dialogo che sta stimolando su un tema di grande importanza.

19 Gennaio 2010