Hillary Clinton: La libertà sul Web va difesa con forza"

HILLARY CLINTON

Il Segretario di Stato americano nel suo discorso al Newseum di Washington ha acceso i riflettori sulla "democrazia" della Rete. L'ambasciatore Usa in Italia Thorne: "Si possono applicare limitati controlli. Ma con buon senso"

di Federica Meta
La libertà su Internet non è una questione solo di libertà di espressione ma investe le visione stessa del mondo in cui vogliamo vivere. E per questo va difesa fortemente. È questo il succo del discorso che Hillary Clinton ha tenuto oggi al Newseum di Washington (“un monumento alla libertà di informazione, lo ha definito il Segretario di Stato Usa).
“Grazie al Web oggi l'informazione è libera e globale e, laddove non lo è, dovrebbe esserlo - ha rimarcato la Clinton -. L'accesso libero all'informazione in tutte le sue forme è fondamentale per la democrazia". Parole dure sull'onda dello scontro tra Google e la Cina e cu cui gli Usa si aspettano ancora “una spiegazione dal governo di Pechino".

“La possibilità di operare liberamente nel cyberspazio è imprescindibile in una società e in un'economia moderne - ha proseguito -. Ci sono barriere e muri virtuali che oggi devono essere abbattuti, così come abbiamo fatto con il muro di Berlino. In questa prospettiva blog, video, messaggi e social network, hanno un ruolo fondamentale per avvcinare le genti e fare informazione. Informazione che è alla base di ogni democrazia”.
Ma Internet può essere anche un pericolo. “La Rete viene usata, ad esempio, da Al Qaeda per minacciare il mondo o reclutare terroristi. E ancora, il Web è uno strumento dove si sviluppa la pedofilia, il traffico di donne, i mercati neri – ha ricordato -. Ma anche in questo caso la censura è inutile. Lo dimostra il fatto che i Paesi che l’hanno scelta come argine ai crimini online, Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, hanno fallito. Al contrario bisogna aumentare la sicurezza dei network e coordinare gli sforzi contro i cyberattachi che minacciano la nostra economia. I Paesi che appoggeranno questi crimini informatici dovranno subire conseguenze a livello internazionale”.

“La nostra amministrazione è impegnata a promuovere la libertà di Internet – ha sottolineato il Segretario di Stato -. Affiancheremo organizzazioni private, investiremo nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie Ict per migliorare tutti che gli strumenti che abbiamo già a disposizione ma che devono essere implementati per dare a tutti libero accesso al Web e lanciare nuovi servizi”. Perché la Rete è una grande opportunità di business per i mercati maturi – “dove piccole e grandi aziende sviluppano applicazioni innovative” – e per quelli emergenti – “dove le Tlc e Internet permettono uno sviluppo economico più, faciltando l’accesso al microcredito”.

Infine l’auspicio. “Ci aspettiamo che anche altri Paesi si uniscano al nostro impegno, e che sostengano il tentativo di difendere Internet e la libertà – ha concluso la Clinton -. Dobbiamo collaborare per espandere la definizione di comunità globale”.

“La libertà è fondamentale nell'uso di Internet. Per questo motivo è necessario applicare limitati controlli di 'buon senso' in Rete ma nulla di più”. Con queste parole l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, David Thorne, ha suggellato il discorso di Hillary Clinton sulla libertà in Rete.

“Negli Usa, ad esempio, non si può usare la parola 'kill' pena l’esclusione dalle community. Si tratta di un sistema che potrebbe essere usato anche in Italia perché garantisce sia il rispetto delle opinioni di tutti sia il libero dibattito, che è la linfa della democrazia”.

Thorne ha inoltre sottolineato come l’uso di social network, Facebook o Twitter in testa, abbia cambiato completamente il modo di fare politica in America. “Si tratta di una tendenza che si nei prossimi anni si affermerà anche in altri Paesi”, ha rimarcato.
Ancora riferendosi all libertà sul Web, l’ambasciatore ha toccato anche il delicato tema del copyright. “La tutela del diritto d’autore è una questione commerciale e non politica: tocca alle aziende trovare strategie e modelli di business adatti ai tempi che stiamo vivendo”.

21 Gennaio 2010