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Hillary Clinton: La libertà sul Web va difesa con forza”

Il Segretario di Stato americano nel suo discorso al Newseum di Washington ha acceso i riflettori sulla “democrazia” della Rete. L’ambasciatore Usa in Italia Thorne: “Si possono applicare limitati controlli. Ma con buon senso”

21 Gen 2010

La libertà su Internet non è una questione solo di libertà di
espressione ma investe le visione stessa del mondo in cui vogliamo
vivere. E per questo va difesa fortemente. È questo il succo del
discorso che Hillary Clinton ha tenuto oggi al Newseum di
Washington (“un monumento alla libertà di informazione, lo ha
definito il Segretario di Stato Usa).
“Grazie al Web oggi l'informazione è libera e globale e,
laddove non lo è, dovrebbe esserlo – ha rimarcato la Clinton -.
L'accesso libero all'informazione in tutte le sue forme è
fondamentale per la democrazia". Parole dure sull'onda
dello scontro tra Google e la Cina e cu cui gli Usa si aspettano
ancora “una spiegazione dal governo di Pechino".

“La possibilità di operare liberamente nel cyberspazio è
imprescindibile in una società e in un'economia moderne – ha
proseguito -. Ci sono barriere e muri virtuali che oggi devono
essere abbattuti, così come abbiamo fatto con il muro di Berlino.
In questa prospettiva blog, video, messaggi e social network, hanno
un ruolo fondamentale per avvcinare le genti e fare informazione.
Informazione che è alla base di ogni democrazia”.
Ma Internet può essere anche un pericolo. “La Rete viene usata,
ad esempio, da Al Qaeda per minacciare il mondo o reclutare
terroristi. E ancora, il Web è uno strumento dove si sviluppa la
pedofilia, il traffico di donne, i mercati neri – ha ricordato -.
Ma anche in questo caso la censura è inutile. Lo dimostra il fatto
che i Paesi che l’hanno scelta come argine ai crimini online,
Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, hanno fallito.
Al contrario bisogna aumentare la sicurezza dei network e
coordinare gli sforzi contro i cyberattachi che minacciano la
nostra economia. I Paesi che appoggeranno questi crimini
informatici dovranno subire conseguenze a livello
internazionale”.

“La nostra amministrazione è impegnata a promuovere la libertà
di Internet – ha sottolineato il Segretario di Stato -.
Affiancheremo organizzazioni private, investiremo nella ricerca e
nello sviluppo di nuove tecnologie Ict per migliorare tutti che gli
strumenti che abbiamo già a disposizione ma che devono essere
implementati per dare a tutti libero accesso al Web e lanciare
nuovi servizi”. Perché la Rete è una grande opportunità di
business per i mercati maturi – “dove piccole e grandi aziende
sviluppano applicazioni innovative” – e per quelli emergenti
– “dove le Tlc e Internet permettono uno sviluppo economico
più, faciltando l’accesso al microcredito”.

Infine l’auspicio. “Ci aspettiamo che anche altri Paesi si
uniscano al nostro impegno, e che sostengano il tentativo di
difendere Internet e la libertà – ha concluso la Clinton -.
Dobbiamo collaborare per espandere la definizione di comunità
globale”.

“La libertà è fondamentale nell'uso di Internet. Per questo
motivo è necessario applicare limitati controlli di 'buon
senso' in Rete ma nulla di più”. Con queste parole
l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, David Thorne, ha
suggellato il discorso di Hillary Clinton sulla libertà in
Rete.

“Negli Usa, ad esempio, non si può usare la parola
'kill' pena l’esclusione dalle community. Si tratta di un
sistema che potrebbe essere usato anche in Italia perché
garantisce sia il rispetto delle opinioni di tutti sia il libero
dibattito, che è la linfa della democrazia”.

Thorne ha inoltre sottolineato come l’uso di social network,
Facebook o Twitter in testa, abbia cambiato completamente il modo
di fare politica in America. “Si tratta di una tendenza che si
nei prossimi anni si affermerà anche in altri Paesi”, ha
rimarcato.
Ancora riferendosi all libertà sul Web, l’ambasciatore ha
toccato anche il delicato tema del copyright. “La tutela del
diritto d’autore è una questione commerciale e non politica:
tocca alle aziende trovare strategie e modelli di business adatti
ai tempi che stiamo vivendo”.