Camiglieri: dal mercato la risposta alla pirateria

INTERNET & DIRITTI

Il coordinatore della task force antipirateria: il 20% degli utenti smetterebbe di usare siti illegali se trovasse la stessa varietà di offerta di contenuti nei siti legali

di Patrizia Licata
La pirateria di contenuti digitali rappresenta un serio problema per il mercato online, ma gli esperti cominciano a credere che “Internet è il problema, Internet è anche la soluzione”, come si legge su Affari e finanza, inserto della Repubblica di oggi. Il "Centro studi per la protezione del diritto degli autori e della libertà di informazione" stima che il fenomeno della pirateria valga in Italia, nel solo 2009, un miliardo di euro tra video, musica e contenuti editoriali vari diffusi illegalmente su web: un enorme fatturato mancato per editori e produttori. Ma uno studio condotto in Gran Bretagna fa emergere un altro aspetto: oltre alle risposte coercitive, di polizia, ci può essere una risposta di mercato.

“Lo studio britannico”, spiega Tullio Camiglieri, coordinatore del Centro italiano, “rileva che oltre il 20% degli utenti smetterebbe di usare siti illegali se trovasse la stessa varietà di offerta di contenuti nei siti legali. Inoltre, il 70% degli intervistati smetterebbe di scaricare contenuti illegali dal web se ricevesse una email o un richiamo dal suo Internet provider”. Insomma, la pirateria cresce anche per effetto di un’offerta legale ancora inefficace, sia per quantità che per modalità e probabilmente anche per costi. Se la diffusione si moltiplicasse, nota il supplemento di Repubblica, i costi scenderebbero naturalmente.

Il fenomeno della pirateria online ha però aspetti peculiari su cui un recente studio Ipsos ha permesso di riflettere. Se la percezione dell’illegalità è alta quando si compra, per esempio, un Dvd pirata da una bancarella, scende di molto quando si scarica un film online. Questo accade perché l’idea dominante è che il web sia libero e gratuito, un effetto prodotto anche dalla dematerializzazione del prodotto. Di qui la necessità di interventi graduali e mirati per combattere il fenomeno della pirateria. “L’obiettivo primario”, secondo Camiglieri, “non è tanto il peer to peer quanto quei siti che costruiscono un business sopra l’illegalità. Quelli cioè il cui fatturato è un fatturato sottratto ai legittimi detentori dei diritti sui contenuti diffusi, siano musica, video o informazione”.

E’ su questi termini che inizierà a lavorare la nuova task force antipirateria la cui costituzione sarà – a giorni - il primo atto concreto del gruppo di lavoro istituito presso la Presidenza del consiglio. Coordinato dal direttore generale della Rai Mauro Masi, non ne fa ancora parte la Fieg (che rappresenta gli editori dei giornali), ma il suo ingresso sarebbe imminente.

25 Gennaio 2010