Giornali in crisi, gli editori: mini-tassa su Internet

Il presidente Fieg, Carlo Malinconico: a sostegno del settore in crisi un prelievo sulle connessioni al Web

“Coniugare la valorizzazione dei mezzi tradizionali con la capacità di trarre dai new media ricavi sufficienti a rimunerare gli elevati costi di produzione e, in prospettiva, a compensare la declinante redditività dei prodotti cartacei”. E’ la proposta salva-crisi lanciata dalla Fieg, la federazione degli editori, che chiede la convocazione in tempi rapidi degli Stati generali per mettere a punto una riforma organica del settore, pena il ''depauperamento'' del pluralismo.

Nonostante una tra “le crisi più acute della sua lunga storia” la stampa si trova ora anche alle prese con scelte punitive come la soppressione delle tariffe postali agevolate. “Servono leggi al passo con i tempi - dice la Fieg - mentre il nostro impianto legislativo è “in ritardo” quando non punitivo, come l'Iva differenziata (al 4% per i prodotti su carta, al 20% sull'online) o la scarsa tutela del diritto d'autore sul web, con i contenuti dei giornali “'impunemente saccheggiati da motori di ricerca e da rassegne stampa cartacee e radio-tv”.

Nel “cahier de doleances” degli editori anche il decreto Romani che dando semaforo verde al product placement rischia di aggravare lo squilibrio nella raccolta pubblicitaria in Italia, con la tv, che - caso unico tra i Paesi a economia avanzata con una quota del 54-55% - si avvia a superare il 60%.

Tra le proposte avanzate dal presidente Fieg Carlo Malinconico, una mini-tassa per le connessioni a Internet, a sostegno del settore ancora in forte crisi. Nel sottolineare che in Germania si è seguita una strada analoga con la creazione di una “tassa sul computer”, Malinconico dice che la Fieg non immagina una misura di questo tipo ma piuttosto “abbiamo immaginato un prelievo di entità modesta, dal costo di un caffè al mese o giù di lì, per realizzare una dote di risorse che possa essere d'aiuto in questo frangente”. Quindi “non una soluzione alla crisi, ma - spiega il presidente degli editori - una misura da adottare in modo transitorio”. Uno strumento forfettario per dare ossigeno al settore, che ancora attende una soluzione al problema dei contenuti editoriali utilizzati in rete dai motori di ricerca a partire da Google.

“Di questo problema - ricorda Malinconico - se ne sta occupando la Commissione europea e in Italia l'Antitrust ha aperto un'istruttoria il cui termine però scade a ottobre e probabilmente sarà prorogato. Insomma si annunciano tempi lunghi per trovare un equilibrio con i motori di ricerca, 2-3 anni, e nel frattempo che facciamo?”.

Anche su Internet “magari l'utente si va a cercare l'articolo invece che sul sito della testata su un motore di ricerca - dice Malinconico -, così anche la pubblicità online raccolta dagli editori corre dei rischi”. A chi gli fa notare che una “tassa” che presume la ricerca di contenuti editoriali da parte di un utente della rete può assumere profili di incostituzionalità Malinconico replica che “normalmente su certi servizi ci sono oneri di sistema generali che vengono divisi. Si pensi alle bollette elettriche dove si paga anche per il costo delle centrali idroelettriche”.

22 Aprile 2010