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Giornali in crisi, gli editori: mini-tassa su Internet

Il presidente Fieg, Carlo Malinconico: a sostegno del settore in crisi un prelievo sulle connessioni al Web

22 Apr 2010

“Coniugare la valorizzazione dei mezzi tradizionali con la
capacità di trarre dai new media ricavi sufficienti a rimunerare
gli elevati costi di produzione e, in prospettiva, a compensare la
declinante redditività dei prodotti cartacei”. E’ la proposta
salva-crisi lanciata dalla Fieg, la federazione degli editori, che
chiede la convocazione in tempi rapidi degli Stati generali per
mettere a punto una riforma organica del settore, pena il
''depauperamento'' del pluralismo.

Nonostante una tra “le crisi più acute della sua lunga storia”
la stampa si trova ora anche alle prese con scelte punitive come la
soppressione delle tariffe postali agevolate. “Servono leggi al
passo con i tempi – dice la Fieg – mentre il nostro impianto
legislativo è “in ritardo” quando non punitivo, come l'Iva
differenziata (al 4% per i prodotti su carta, al 20%
sull'online) o la scarsa tutela del diritto d'autore sul
web, con i contenuti dei giornali “'impunemente saccheggiati
da motori di ricerca e da rassegne stampa cartacee e
radio-tv”.

Nel “cahier de doleances” degli editori anche il decreto Romani
che dando semaforo verde al product placement rischia di aggravare
lo squilibrio nella raccolta pubblicitaria in Italia, con la tv,
che – caso unico tra i Paesi a economia avanzata con una quota del
54-55% – si avvia a superare il 60%.

Tra le proposte avanzate dal presidente Fieg Carlo Malinconico, una
mini-tassa per le connessioni a Internet, a sostegno del settore
ancora in forte crisi. Nel sottolineare che in Germania si è
seguita una strada analoga con la creazione di una “tassa sul
computer”, Malinconico dice che la Fieg non immagina una misura
di questo tipo ma piuttosto “abbiamo immaginato un prelievo di
entità modesta, dal costo di un caffè al mese o giù di lì, per
realizzare una dote di risorse che possa essere d'aiuto in
questo frangente”. Quindi “non una soluzione alla crisi, ma –
spiega il presidente degli editori – una misura da adottare in modo
transitorio”. Uno strumento forfettario per dare ossigeno al
settore, che ancora attende una soluzione al problema dei contenuti
editoriali utilizzati in rete dai motori di ricerca a partire da
Google.

“Di questo problema – ricorda Malinconico – se ne sta occupando
la Commissione europea e in Italia l'Antitrust ha aperto
un'istruttoria il cui termine però scade a ottobre e
probabilmente sarà prorogato. Insomma si annunciano tempi lunghi
per trovare un equilibrio con i motori di ricerca, 2-3 anni, e nel
frattempo che facciamo?”.

Anche su Internet “magari l'utente si va a cercare
l'articolo invece che sul sito della testata su un motore di
ricerca – dice Malinconico -, così anche la pubblicità online
raccolta dagli editori corre dei rischi”. A chi gli fa notare che
una “tassa” che presume la ricerca di contenuti editoriali da
parte di un utente della rete può assumere profili di
incostituzionalità Malinconico replica che “normalmente su certi
servizi ci sono oneri di sistema generali che vengono divisi. Si
pensi alle bollette elettriche dove si paga anche per il costo
delle centrali idroelettriche”.