Jovane: giù la pirateria del 10% per guadagnare 3 mld di Pil

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L'ad di Microsoft: "La legge italiana anti-contraffazione modello per l'Europa", ma serve recepire gli emendamenti "per valorizzare il brand italiano non solo informatico"

di Marino Petrelli
Avrà un costo di 240 miliardi di euro e di 1,2 milioni di posti di lavoro, per le industrie europee di cinema, musica, tv, la pirateria digitale nei prossimi 5 anni. L’allarme lo lancia un rapporto della società di consulenza Tera Consultants, discussa nell’ambito delle giornate mondiali sulla proprietà intellettuali e rilanciata in occasione del convegno "Come combattere la pirateria. La difesa della proprietà intellettuale negli enti e nelle imprese" che si è tenuto a Roma.

Chi scambia musica online, copia cd o scarica illegalmente un film ha contribuito, sostiene il rapporto, a “bruciare” nel 2008 in Europa 9,9 miliardi di euro di mancati ricavi, causando la perdita di 186 mila posti di lavoro nelle aziende di settore. Forte anche le perdite per l'industria digitale in Italia: -1,4 miliardi di euro, con 22.400 dipendenti rimasti senza impiego. E lo scenario diventa peggiore se si guarda al futuro: nel 2015 a livello europeo la pirateria online e le altre forme di “contraffazione” del diritto d'autore cancelleranno 56 miliardi di euro di ricavi.

“E' necessario avviare un tavolo tecnico con le associazioni, dalla musica al cinema, non solo in ambito informatico, per trovare un comune denominatore nella lotta all’illegalità”, sostiene Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia. "Se si riducesse dal 48 al 38% la pirateria, ogni anno verrebbero recuperati 3 miliardi di euro in Pil - secondo l'ad - il che equivale a 700-800 milioni di euro, come impatto fiscale, e a oltre 6.200 nuovi posti di lavoro".

Meno ottimista, invece, il presidente della Siae, Giorgio Assumma, che lamenta “l’assenza di qualsiasi serio progetto delle forze parlamentari per risolvere i gravi problemi delle costanti e ripetute lesioni dei diritti degli autori attraverso Internet: è nostro dovere stimolare il Parlamento perchè non sia inerte e si occupi di risolvere il problema”.

All’interno del convegno sono state dibattute le novità in materia di difesa della proprietà intellettuale in seguito all’approvazione di un emendamento alla “Legge Sviluppo” (la n.99 del 2009) con il quale si prevede l’estensione degli strumenti di tutela della legge 231/2001 alla protezione della proprietà intellettuale e industriale nell'ambito degli enti dotati di personalità giuridiche e non, quali aziende e associazionismo.

Tale modifica, approvata e sostenuta in maniera bipartisan in Parlamento, rappresenta, secondo gli intervenuti al convegno, un nuovo importante strumento di contrasto contro la pirateria e la contraffazione. Secondo Jovane "la 231/2001 e i successivi aggiornamenti rappresentano" un modello per l'Europa ancora in cerca di norme condivise. "Ma serve - ha detto l'ad di Microsoft Italia - rimettere al centro le aziende. Recependo i nuovi emendamenti sarà possibile valorizzare meglio l'intero brand italiano, non solo informatico".

Nonostante un buon impianto normativo, l’Italia resta tra i principali paesi con i tassi di pirateria e contraffazione più alti. A titolo di esempio, lo scorso anno, la pirateria del software registrava tassi pari al 48% rispetto ad una media europea del 35%. Rispetto alla criticità del fenomeno è sempre più necessaria la promozione di un dialogo costante e proficuo con tutti gli attori interessati da questo problema, ovvero le associazioni di categoria e gli ordini professionali in primis ma anche le Istituzioni e il mondo universitario. I principali punti di riflessione emersi durante il dibattito sono stati: la promozione del valore della creatività quale motore del rilancio della competitività, l’adozione di politiche pubbliche volte alla sensibilizzazione e educazione delle giovani generazioni e sui diritti di proprietà e sulla percezione della legalità rispetto a questi temi, l’azione coordinata di contrasto contro la pirateria digitale, la promozione di un codice etico di comportamento per enti e aziende e buone pratiche di collaborazione per tutti gli attori della filiera.

27 Aprile 2010