Privacy, il Garante a Street View: bloccate quei dati

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L'Authority impone a Google lo stop al trattamento delle informazioni captate dal servizio. Inviati gli atti alla magistratura per rilevare eventuali profili penali. Intanto in Spagna la procura di San Sebastian archivia l'inchiesta: "Nessuna violazione della privacy da parte di Mountain View"

di Federica Meta
Il Garante privacy contro Google Street View. L’authority ha imposto a Google di bloccare qualsiasi trattamento sui cosiddetti “payload data” captati dalle vetture del servizio e ha inviato gli atti all’autorità giudiziaria perché valuti gli eventuali profili penali derivanti dalla raccolta di questo tipo di dati.

L’Autorità aveva avviato un’istruttoria nei confronti della società di Mountain View nel maggio di quest’anno quando era venuta a conoscenza della circostanza che le cosidette “Google car”, girando sul territorio italiano, oltre a raccogliere immagini avevano anche “catturato” a partire dall’aprile 2008, tramite appositi software, frammenti di comunicazioni elettroniche - i “payload data” appunto - trasmesse da utenti che utilizzavano reti Wi-Fi non protette.

Nel corso del procedimento Google, fornendo i riscontri richiesti dal Garante, aveva confermato la raccolta dei dati durante il passaggio delle vetture di Street View, specificando tuttavia che essa era avvenuta erroneamente e che i dati raccolti erano comunque talmente frammentati da non per poter essere considerate informazioni personali. Secondo le dichiarazioni delle società, i dati sono attualmente conservati su server negli Stati Uniti e non sono mai stati utilizzati, né comunicati a terzi.

“Ad avviso dell’Autorità italiana, invece, una tale raccolta di informazioni, essendo stata effettuata in modo sistematico e per un considerevole periodo di tempo (fino al maggio 2010), comporta la concreta possibilità che alcune delle informazioni “catturate” abbiano natura di dati personali: consentano cioè di risalire a persone identificate o identificabili – precisa il Garante in una nota -. Google, pertanto, potrebbe aver compiuto un grave illecito, violando non solo il Codice privacy, ma anche alcune norme del codice penale, come quelle che puniscono le intercettazioni fraudolente di comunicazioni effettuate su un sistema informatico o telematico (art.617-quater) e l’installazione, fuori dai casi consentiti dalla legge, di “apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere” comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico” (art.617-quinquies)”.

L’authority ha inoltre ritenuto opportuno “trasmettere gli atti all’autorità giudiziaria perché accerti gli eventuali illeciti penali che possono configurarsi”. Considerato inoltre che i “payload data” possono costituire elementi di prova delle eventuali violazioni che spetterà alla magistratura valutare, il Garante ha ritenuto di conseguenza “che essi non debbano essere cancellati dai server nei quali sono conservati e ne ha disposto il blocco, imponendo a Google di sospendere qualunque trattamento”.

Intanto in Spagna la procura di San Sebastian ha deciso di archiviare una delle due inchieste avviate  sulla raccolta di dati da parte di Google per Street View, per presunta violazione della legge sulla tutela dei dati privati. Lo riferisce El Pais online.
Un'altra inchiesta, avviata a Madrid, rimane invece aperta.

Secondo la procura di San Sebastian, Google non ha violato le disposizioni dell'articolo 197 del codice penale spagnolo, che
prevede pene fra 1 e 4 anni di carcere per chi si appropria non autorizzato di ''carte, messaggi elettronici e altri documenti o
effetti personali''. Stando alla magistratura infatti il carattere ''aleatorio, indiscriminato e frammentario della tecnica usata dalle auto di Google'' per la raccolta delle informazioni e il fatto che i dati raccolti non siano stati ordinati esclude che siano stati scoperti segreti o che sia stata violata la privacy degli utenti.

21 Settembre 2010