"Non c'è Agenda digitale senza formazione"

INNOVAZIONE

L'avvertimento di Coppola (Pd), Palmieri (FI) e Quintarelli (Sc): "Bene le priorità di Caio, ma serve un'azione di forza per adeguare il sistema scolastico e accelerare sulle competenze per le nuove professioni". Il confronto in occasione del convegno del Politecnico di Milano

di Federica Meta

Non  c’è Agenda digitale senza formazione. È  questo l’avvertimento lanciato dalla politica in occasione del convegno “Agenda digitale: a che punto siamo e dove si deve andare” organizzato a Roma dagli Osservatori della School of management del Politecnico di Milano e al quale sono intervenuti Paolo Coppola (Pd), Stefano Quintarelli (Sc) e Antonio Palmieri (FI).

“I lavori del futuro – ha sottolineato Coppola – saranno lavori ad alto contenuto di conoscenza e creatività ed è innegabile che servo azioni di forza per adeguare il nostro sistema scolastico, ma anche per approntare azioni che rafforzino il sistema delle formazione continua”.

 Della stessa opinione Quintarelli che ha ricordato come nel nostro Paese ci sia un grave ritardo  anche nei programmi scolastici: “In Gran Bretagna – ha evidenziato il deputato di Sc – nelle scuole primarie si insegnano i fondamenti della programmazione, cosa che si dovrebbe fare anche in Italia”. Allargando il campo al sistema produttivo, Quintarelli ha ricordato che nella svolta formativa vanno inserite anche le piccole e medie imprese “che hanno difficoltà a fare il salto dimensionale e a internazionalizzarsi proprio per mancanza di competenze digitali”.

“L’anagrafe unica, la fatturazione elettronica e l’identità digitale che sono i progetti chiave dell’Agenda richiedono non solo tecnologie all’avanguardia, ma soprattutto una PA e dei cittadini all’avanguardia che devono essere adeguatamente formati – ha ricordato Palmieri - Per questo motivo ritengo essenziale lavorare sul versante dell’alfabetizzazione digitale, a cominciare dalla scuola per arrivare fino a coinvolgere il mondo produttivo”.

E proprio sulla scuola e sulla formazione si incentrerà il lavoro dell’intergruppo parlamento sull’innovazione appena costituito e di cui, appunto, i tre deputati fanno parte.

“L’obiettivo del gruppo individuare le priorità digitali del paese e sostenere il lavoro dei parlamentari – ha ricordato Quintarelli L’intenzione è quella di contribuire a rimettere il digitale al centro delle decisioni parlamentari”. E per fare questo i componenti del gruppo si riuniranno almeno una volte al mese per individuare le priorità. “Il mese prossimo – ha annunciato Quintarelli – ci incontreremo per parlare di competenze digitali e di scuola”.

Per Paolo Coppola l’intergruppo dovrà essere una sorte di prova generale per quella commissione per l’Agenda digitale e l’innovazione che ha proposto lo stesso deputato Pd alcuni mesi fa. “Faremo in modo che ogni membro dell’intergruppo intervenga sui provvedimenti digitali di competenza delle loro commissioni di appartenenza”. Nel frattempo la politica continuerà a lavorare per istituire la commissione per l’Agenda. “Una istituzione necessaria per superare la frammentazione di competenze che affligge il Parlamento sui temi del digitale – ha spiegato il deputato - I temi dell’Agenda sono sparsi in varie commissioni. Tanto per fare un esempio tutte le tematiche relative al Codice dell’amministrazione digitale fanno capo alla I commissione (Affari Costituzionali) mentre la banda larga alla IX (Trasporti e Tlc)”.

Antonio Palmieri, riconoscendo valore alle priorità di Caio, ha evidenziato la necessità di identificare una volta per tutte un metodo per non buttare via quanto fatto finora e attuare i progetti decisi e già regolati per legge.

“L’acronimo di questo metodo è CERCO – ha detto l’esponente di FI – C come completare ovvero dare execution a quanto fatto finora che non è poco: le leggi ci sono ora è arrivato il momento del fare. E come education, appunto, e qui torno al tema della scuola e della cultura digitale: non si digitalizza il Paese se cittadini e imprese non “parlano” digitale e soprattutto se non c’è una classe dirigente che pensa in digitale quindi è in grado di prendere decisioni adeguate. R come rendicontazione: serve un sito online dove le informazioni sullo stato di attuazione dell’Agenda siano pubblicate  e il monitoraggio trasparente. C come condivisione: vanno messe a sistema le esperienze che hanno funzionato. Infine O come orientare: è la politica che deve fare da bussola.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 19 Marzo 2014

TAG: agenda digitale, formazione, scuola digitale, antono palmieri, paolo coppola, stefano quintarelli

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