Fattura digitale, ecco i settori italiani che risparmiano di più

CARTA VS DIGITALE

Studio Gruppo Cmt: non solo la PA, ma anche i privati beneficiati dall'abbandono della carta. Arredamento il comparto più avvantaggiato nel contenimento dei costi con un risparmio del 66% rispetto agli invii tradizionali

di A.S.

Le aziende risparmiano grazie alla fatturazione elettronica B2B fino al 60% dei costi che sostenevano in precedenza per la gestione di questo genere di documentazioni. E’ quanto emerge da uno studio realizzato tra i propri clienti da Gruppo Cmt, società che dal 1991 sostiene le aziende e la pubblica amministrazione nella transizione al digitale.

Inoltre la digitalizzazione, cioè il processo di conversione dei documenti cartacei in documenti digitali, è sempre più interessante anche per i privati italiani, tra risparmi economici, maggior controllo sui pagamenti e riduzione dei tempi di gestione.

Se si focalizza l’attenzione sui diversi settori, dallo studio emerge che è l’arredamento quello che beneficia maggiormente dagli invii digitali delle fatture, con un 66% del risparmio medio rispetto agli invii “tradizionali”. Seguono il Farmaceutico con un risparmio del 63%, e il comparto Termoidraulica & Climatizzazione che vede dimezzare i propri costi con il 50% medio dei risparmi. A seguire la Sicurezza (-45%) e gli Studi medici/odontoiatria (-30%), in coda il Food con circa il 20% medio di costi in meno.

“Nata come obbligo di legge per il settore pubblico, la fatturazione elettronica ha trovato ampio consenso anche tra i privati - afferma Luigi Caruso, presidente del Gruppo Cmt - I vantaggi in termini di risparmi economici ed efficienza operativa sono innegabili, ma la fatturazione elettronica B2B può oggi essere rapportata a un orizzonte più ampio, come elemento strategico per le imprese che si trovano ad operare in mercati sempre più competitivi e miglioramento della qualità delle relazioni con tutti gli interlocutori”.

“Le aziende che si convertono al digitale sono di varie dimensioni, laddove lo stimolo della FatturazionePA ha coinvolto anche i fornitori più piccoli, che si sono dovuti adeguare alla fatturazione elettronica. Molti di questi hanno colto l’occasione per attivare, proseguire e completare un percorso di innovazione digitale, ciascuno secondo le proprie possibilità e caratteristiche. Non esiste un vero e proprio identikit dell’azienda digitale, in quanto i benefici cambiano in funzione delle soluzioni implementate, che possono essere personalizzate sulla base del settore in cui l’azienda opera, del totale degli invii annui e delle reali esigenze amministrative. I dati dimostrano che la fatturazione elettronica può essere affrontata positivamente anche dalle realtà più piccole”.

Nello studio gruppo Cmt ha rapportato il costo contatto carta con il costo contatto digitale, che include l’elaborazione dei dati, la delivery e la conservazione digitale. A fronte di un valore medio di 1,30 Euro per ogni invio tradizionale, infatti, corrisponde circa 0,60 Euro per la gestione dello stesso contatto in digitale.

Al di là dei risparmi economici, poi, secondo gruppo Cmt altri vantaggi vengono in termini di efficienza di gestione, dal controllo sui recapiti al miglioramento delle pratiche di sollecito e recupero crediti, all’accorciamento della catena dei pagamenti.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 16 Febbraio 2016

TAG: Fatturazione elettronica, Pa, Gruppo Cmt, e-fattura

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