Web-certificati, la Fimmg: "Esenzioni per i medici ospedalieri"

E-HEALTH

I camici bianchi: "Per le certificazioni domiciliare mantenere l'uso della carta". Intanto la Sit esprime apprezzamento per il ddl Fazio che introduce il fascicolo sanitario elettronico: "Grande passo verso la sanità digitale"

di Federica Meta
“Con la circolare diffusa ieri il ministero per la Pubblica amministrazione recepisce le osservazioni esposte più volte dalla Commissione collaudo riguardo la messa a regime della trasmissione telematica dei certificati di malattia. E’ senz’altro positiva la decisione del ministro Renato Brunetta di rinviare le sanzioni, ma rimangono ancora delle criticità”. Con queste parole il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, giudica positivamente il documento diffuso da Palazzo Vidoni, in cui si conferma il blocco della sanzioni per i medici inadempienti fino al prossimo febbraio.

“Chiediamo - continua perà Milillo - che vengano previste, come per i medici ospedalieri, aree di esenzione alla trasmissione online anche per i medici di medicina generale fino a quando il sistema non entrerà a regime, permettendo di continuare a certificare su carta soprattutto per quanto riguarda le certificazioni in sede di visite domiciliari. Sottolineamo come, secondo quanto disposto dalla legge, permane l’obbligo da parte dei medici ospedalieri di certificare la malattia anche in seguito a dimissioni sia dai reparti che da pronto soccorso. E questo per evitare che i cittadini, appena dimessi da una struttura ospedaliera, si vedano costretti a rivolgersi ai nostri studi per la sola certificazione di malattia”.

Ancora in tema di certificazione digitale ieri le rappresentanze sindacali dei medici hanno chiesto un tavolo di confronto con le Regioni e ministero della Salute per risolvere le criticità ancora connesse al sistema. "Pur riconoscendo alla Commissione di collaudo (che due settimane fa ha dato all'avvio del sistema ndr) la capacità di aver compreso e accolto le molteplici criticità operative che il sistema deve ancora affrontare e risolvere, sia nell'Ospedale che sul Territorio - si legge nella nota della Fnomceo - i medici ritengono però che, per la soluzione di queste criticità, siano necessari tempi coerenti, non predefinibili a tavolino e l'utilizzo di risorse umane, tecnologiche e finanziarie, oggi non adeguatamente presenti nei servizi sanitari, né previste come nuove voci di investimento''.

Intanto la Società Italiana di Telemedicina e sanità elettronica esprime apprezzamento per il ddl approvato lo scorso venerdì al Consiglio dei ministri -  “Sperimentazione clinica e altre disposizioni in materia sanitaria” - presentato dal ministro della Salute Ferruccio Fazio, dove si introduce il Faciscolo sanitario elettronico.
"Si tratta - precisa la Sit - di un passo decisivo verso lo sviluppo della cosiddetta sanità elettronica nel nostro Paese e si rende disponibile verso le istituzioni per favorire la diffusione del fascicolo sanitario a tutti i cittadini, attraverso un dibattito costruttivo sui diversi problemi ancora aperti, anche utilizzando i propri esperti e consulenti ed i propri collegamenti a livello europeo ed internazionale".

Secondo gli esperti della società però il ddl è solo una prima azione per arrivare poi a risolvere i tanti problemi aperti, primo fra tutti, quello dell'individuazione delle risorse necessarie affinché il Fse diventi uno strumento utile sia ai bisogni del cittadino che a quelli degli operatori sanitari nell’erogazione dell’assistenza, sia a quelli del servizio sanitario nazionale e regionale a fini di governance e di ricerca scientifica che, necessariamente, dovrà essere estesa anche agli altri enti istituzionalmente preposti
"Occorre inoltre ampliare il dibattito sulle tante tematiche di ordine etico e professionale che l'introduzione e l'utilizzo del Fse pone - continua la Sit - affinché esso possa diventare un reale strumento di miglioramento della gestione della salute del cittadino che tenga conto della rivoluzione digitale ormai presente in ogni settore della nostra società, definita a livello europeo, come società dell'informazione (SI)".

In questo senso la società potrà contribuire a definire i rapporti tra il fascicolo e le varie forme di medicina telematica oggi possibili "stimolando un ruolo attivo del cittadino stesso e dei suoi familiari, sopratutto per le persone anziane e con malattie croniche, sia per interagire con gli operatori che per gestire le pratiche burocratiche ed amministrative (certificati online di malattia, di invalidità, ricetta elettronica, prenotazioni etc".

Fino ad oggi l'Fse non era disciplinato a livello nazionale da norme di carattere primario o secondario. Nel ddl è definito come “l'insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l'assistito, che ne autorizza l’accesso ai vari professionisti”.  Il provvedimento prevede che la regolamentazione specifica dovrà essere predisposta nei sei mesi successivi all’approvazione della legge.

30 Settembre 2010