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Web-certificati, la Fimmg: “Esenzioni per i medici ospedalieri”

I camici bianchi: “Per le certificazioni domiciliare mantenere l’uso della carta”. Intanto la Sit esprime apprezzamento per il ddl Fazio che introduce il fascicolo sanitario elettronico: “Grande passo verso la sanità digitale”

30 Set 2010

“Con la circolare diffusa ieri il ministero per la Pubblica
amministrazione recepisce le osservazioni esposte più volte dalla
Commissione collaudo riguardo la messa a regime della trasmissione
telematica dei certificati di malattia. E’ senz’altro positiva
la decisione del ministro Renato Brunetta di rinviare le sanzioni,
ma rimangono ancora delle criticità”. Con queste parole il
segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, giudica
positivamente il
documento diffuso da Palazzo Vidoni, in cui si conferma il
blocco della sanzioni per i medici inadempienti fino al prossimo
febbraio.

“Chiediamo – continua perà Milillo – che vengano previste, come
per i medici ospedalieri, aree di esenzione alla trasmissione
online anche per i medici di medicina generale fino a quando il
sistema non entrerà a regime, permettendo di continuare a
certificare su carta soprattutto per quanto riguarda le
certificazioni in sede di visite domiciliari. Sottolineamo come,
secondo quanto disposto dalla legge, permane l’obbligo da parte
dei medici ospedalieri di certificare la malattia anche in seguito
a dimissioni sia dai reparti che da pronto soccorso. E questo per
evitare che i cittadini, appena dimessi da una struttura
ospedaliera, si vedano costretti a rivolgersi ai nostri studi per
la sola certificazione di malattia”.

Ancora in tema di certificazione digitale ieri le rappresentanze
sindacali dei medici hanno chiesto un tavolo di confronto con le
Regioni e ministero della Salute per risolvere le criticità ancora
connesse al sistema. "Pur riconoscendo alla Commissione di
collaudo (che due settimane fa ha dato all'avvio del sistema
ndr) la capacità di aver compreso e accolto le molteplici
criticità operative che il sistema deve ancora affrontare e
risolvere, sia nell'Ospedale che sul Territorio – si legge
nella nota della Fnomceo – i medici ritengono però che, per la
soluzione di queste criticità, siano necessari tempi coerenti, non
predefinibili a tavolino e l'utilizzo di risorse umane,
tecnologiche e finanziarie, oggi non adeguatamente presenti nei
servizi sanitari, né previste come nuove voci di
investimento''.

Intanto la Società Italiana di Telemedicina e sanità elettronica
esprime apprezzamento per il ddl approvato lo scorso venerdì al
Consiglio dei ministri –  “Sperimentazione clinica e altre
disposizioni in materia sanitaria” – presentato dal ministro
della Salute Ferruccio Fazio, dove si introduce il Faciscolo
sanitario elettronico.
"Si tratta – precisa la Sit – di un passo decisivo verso lo
sviluppo della cosiddetta sanità elettronica nel nostro Paese e si
rende disponibile verso le istituzioni per favorire la diffusione
del fascicolo sanitario a tutti i cittadini, attraverso un
dibattito costruttivo sui diversi problemi ancora aperti, anche
utilizzando i propri esperti e consulenti ed i propri collegamenti
a livello europeo ed internazionale".

Secondo gli esperti della società però il ddl è solo una prima
azione per arrivare poi a risolvere i tanti problemi aperti, primo
fra tutti, quello dell'individuazione delle risorse necessarie
affinché il Fse diventi uno strumento utile sia ai bisogni del
cittadino che a quelli degli operatori sanitari nell’erogazione
dell’assistenza, sia a quelli del servizio sanitario nazionale e
regionale a fini di governance e di ricerca scientifica che,
necessariamente, dovrà essere estesa anche agli altri enti
istituzionalmente preposti
"Occorre inoltre ampliare il dibattito sulle tante tematiche
di ordine etico e professionale che l'introduzione e
l'utilizzo del Fse pone – continua la Sit – affinché esso
possa diventare un reale strumento di miglioramento della gestione
della salute del cittadino che tenga conto della rivoluzione
digitale ormai presente in ogni settore della nostra società,
definita a livello europeo, come società dell'informazione
(SI)".

In questo senso la società potrà contribuire a definire i
rapporti tra il fascicolo e le varie forme di medicina telematica
oggi possibili "stimolando un ruolo attivo del cittadino
stesso e dei suoi familiari, sopratutto per le persone anziane e
con malattie croniche, sia per interagire con gli operatori che per
gestire le pratiche burocratiche ed amministrative (certificati
online di malattia, di invalidità, ricetta elettronica,
prenotazioni etc".

Fino ad oggi l'Fse non era disciplinato a livello nazionale da
norme di carattere primario o secondario. Nel ddl è definito come
“l'insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e
socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi,
riguardanti l'assistito, che ne autorizza l’accesso ai vari
professionisti”.  Il provvedimento prevede che la
regolamentazione specifica dovrà essere predisposta nei sei mesi
successivi all’approvazione della legge.