Tripi: "L'Ict fondamentale per realizzare la società dell'inclusione"

DISABILI

Il delegato per il Coordinamento servizi e tecnologie di Confindustria lancia l'appello a istituzioni, università e imprese: "Bisogna promuovere i servizi di assistenza e monitoraggio e diffondere l'alfabetizzazione digitale alle persone con disabilità"

di A.C.
"Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono strumenti formidabili per aprire nuovi orizzonti della Società della Conoscenza e per realizzare una Società dell’inclusione anche per le persone con disabilità". Lo ha sottolineato Alberto Tripi, Delegato per il Coordinamento Servizi e Tecnologie di Confindustria in occasione del convegno inaugurale di “Handimatica 2010”, la mostra in corso a Bologna a cura della Fondazione Asphi che promuove l’integrazione delle persone disabili attraverso l’uso dell’Ict.

Confindustria e Asphi sono profondamente convinti che la conoscenza e l’innovazione rappresentino la “forza produttiva” più importante per affermare i valori dell’inclusione e dell’eguaglianza.

"Se consideriamo che circa l’80% delle persone con disabilità ha un’età superiore ai 65 anni - sono oltre 2 milioni su un totale di 2,6 milioni - si intuisce quanto sia difficile promuovere l’alfabetizzazione digitale presso questa fascia di età, già in ritardo di innovazione nella popolazione complessiva anche se negli ultimi anni i tassi di crescita della diffusione delle tecnologie presso gli anziani hanno superato le altre classi d’età", sottolinea Tripi. "Per questo - continua - credo che l’attenzione delle imprese Ict debba rivolgersi soprattutto a insistere nella promozione di servizi di monitoraggio ed assistenza da remoto sul modello di quelli che si stanno diffondendo nella telematica per il controllo dei pazienti diabetici e cardiopatici".

Tripi lancia un appello "affinché le Istituzioni, le Università, le imprese e le forze sociali ritrovino quella voglia di innovazione e di “fare sistema” che può riempire di contenuto il progetto di una società moderna, aperta e libera. Soprattutto per quelli che per condizione naturale sono più deboli e devono combattere una battaglia più dura per cogliere le opportunità del lavoro e della vita".

25 Novembre 2010