Cappello (Nsn): "Italia indietro, ognuno faccia la sua parte"

AGENDA DIGITALE

Appello dell'Ad di Nokia Siemens Networks per l'innovazione del paese: "I player si prendano le loro responsabilità"

di Paolo Anastasio
“L’Italia è indietro su Internet, e-government, banda larga e servizi online, ma la penetrazione del mobile è al 140% e questo è un punto di forza da cui partire per lo sviluppo di un’Agenda Digitale italiana, da condividere con tutti i player coinvolti: Governo, PA, operatori over the top, Università e fornitori di tecnologie di rete, come noi di Nokia Siemens Networks”. La pensa così Maria Elena Cappello, amministratore delegato di Nsn Italia, che oggi ha chiuso i lavori del Telco Summit 2011, tenutosi a Roma.

“Il livello di connettività di un paese è legato a doppio filo al Pil – dice Cappello – questo è un dato comprovato, i player coinvolti nell’Agenda digitale italiana si assumano le loro responsabilità per portare avanti la digitalizzazione del Paese. Noi, dal canto nostro, ci stiamo già impegnando con i managed services, in modo da sgravare gli operatori dal compito oneroso di gestire la rete, in modo tale che possano concentrarsi sul loro core business, vale a dire la fornitura di servizi ai clienti”.

Nel nostro paese, sottolinea Cappello, c’è un elevato livello di churn che incide sensibilmente sulla profittabilità degli operatori. “Le percentuali parlano chiaro, c’è un churn del 20% - 25% nel mobile e del 10% - 15% nel fisso – precisa l’ad di Nsn Italia – questo significa che i clienti, quando sono insoddisfatti del livello di servizio che ottengono, cambiano velocemente operatore. Customer care e servizi sono fondamentali per gli operatori, noi ci occupiamo dei network e consentiamo loro di concentrarsi su questi aspetti del business”.

Nsn si occupa dell’upgrading delle reti e della segmentazione della clientela, “l’obiettivo è fornire ai clienti quello che vogliono al prezzo che vogliono – aggiunge – Il consumer sono disposti a pagare per ottenere il servizio che desiderano, questa lezione la danno gli over the top, basti pensare ad iTunes. Ed è su questo che si devono concentrare gli operatori, noi ci occupiamo delle reti, anche tramite il site sharing, che siamo in grado di gestire in partnership con altri operatori”.

Esempi virtuosi da seguire per la realizzazione dell’Agenda digitale italiana ce ne sono. Dal Giappone, dove ad un’elevatissima penetrazione della banda larga, non corrisponde un utilizzo altrettanto diffuso di servizi online. “Ed è per ovviare a questa discrepanza che il Governo giapponese, insieme a tutti i player in campo, stanno spingendo per stimolare l’erogazione di servizi utili in ottica di ecosistema – dice Cappello – che comprenda la PA, la sanità, l’istruzione in maniera coordinata”. In Italia, gli esempi da seguire sono quelli del Trentino e della Lombardia.

Numeri e trend del mercato Ict
Oltre 31 miliardi di euro è il valore dell’internet economy italiana nel 2010 secondo uno studio del Boston Consulting Group. Una cifra che rappresenta il 2% del PIL nazionale e che segna il 10% di crescita rispetto all’anno precedente.

L’Audiweb italiano certifica a marzo 2011 il 60,5% delle famiglie con almeno un componente (fino a 74 anni) dotato di un accesso ad internet con qualsiasi dispositivo.

Secondo Strategy Analytics nel giro di quattro anni saranno distribuiti 149 milioni di tablet nel mondo; il mercato varrà 49 miliardi di dollari, pari a una crescita di otto volte rispetto al 2010, diventando il terzo maggior settore dell’elettronica di consumo dopo i televisori e i personal computer. Idc stima in 1,5 milioni i tablet che si venderanno in Italia nel 2011.

Una recente ricerca di Gartner prevede che le vendite mondiali di smartphone cresceranno fino a raggiungere 468 milioni di unità nel 2011 con un incremento del 56% rispetto all’anno precedente. In Italia si sono venduti nel 2010 ben 4 milioni di pezzi e secondo Nielsen-Netratings il tasso di utilizzo degli smartphone in Italia è del 31,99%, più che in tutti gli altri paesi europei.

L’Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps della School of Management del Politecnico di Milano, ha pubblicato una ricerca secondo cui nel 2010 il volume d’affari del Mobile Internet ha fatto registrare una crescita pari al 27%, portandolo a raggiungere quota 538 milioni di euro. Sono questi pochi dati che certificano come l’economia digitale sia un fenomeno planetario.

“L’Italia, pur a fronte di numeri importanti per diffusione di smartphone e di cellulari, pur in presenza di una pubblica amministrazione che non ha assistito inerte all’esplosione del digitale, deve fare di più”. ribadisce Cappello, ribandendo la necessità di maggiore coordinamento tra tutti i player italiani: Esecutivo, Pubblica Amministrazione, Operatori, Regolatori, Sviluppatori di applicazioni e di contenuti. “Siamo pronti ad assumerci in pieno la responsabilità dello sviluppo digitale in Italia per tutto quanto attiene alle nostre vaste specifiche capacità e esperienze. Infatti Nokia Siemens Networks è protagonista in quanto ad innovazione tecnologica e partner degli operatori e delle istituzioni nello sviluppo di sempre nuovi modelli di business in grado di stimolare lo sviluppo digitale in Europa e nel mondo.”, ha aggiunto Cappello.

Da qui al 2015, secondo il già citato studio di Boston Consulting Group, per ogni euro di crescita del PIL italiano, in media 15 centesimi potranno essere riconducibili all’espansione dell’economia digitale.

Per favorire questo scenario, l'ad di Nsn Italia sottolinea come gli operatori italiani, così come quelli di tutto il mondo, debbano affrontare le innovazioni a cicli sempre più ridotti, nuove applicazioni, e ottimizzazioni infrastrutturali in presenza di pressioni sempre crescenti sui costi.

“Un prerequisito allo sviluppo dell’economia digitale è l’assunzione di precise responsabilità all’interno del quadro complessivo”, afferma Cappello. Inizia a farsi sempre più evidente come gli operatori dovranno via via concentrarsi soprattutto sull’attenzione al cliente e sui servizi a valore aggiunto da offrire ai propri utenti. Lo sviluppo e la crescita passa da queste due importanti attività.

Grazie ai Managed Services, un comparto diventato oggi strategico e che anche in Italia rappresenterà il futuro del settore, gli operatori saranno in grado di offrire tutto il potenziale di valore aggiunto per l’organico sviluppo della digitalizzazione.

Nokia Siemens Networks detiene e 265 contratti di Managed Services con 150 clienti ed oltre 570 milioni di utenti gestiti. “Quello che fino a poco tempo fa era un elemento distintivo, l’infrastruttura di rete, è oggi percepito dalla clientela finale in funzione della qualità del servizio ricevuto. Infatti la sua disponibilità per ottenere servizi sempre più sofisticati è proporzionale al valore aggiunto che riceve”, prosegue Cappello.

“Ecco dunque che la gestione, la pianificazione e l’implementazione della rete, che rappresentano costi di grande impatto sui conti economici degli operatori di tutto il mondo - chiude Cappello - necessitano di partnership solide ed esperte alle quali affidare la gestione dell’infrastruttura. Gli operatori possono così concentrarsi sul valore aggiunto richiesto dall’utenza finale”.

09 Giugno 2011