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Cappello (Nsn): “Italia indietro, ognuno faccia la sua parte”

Appello dell’Ad di Nokia Siemens Networks per l’innovazione del paese: “I player si prendano le loro responsabilità”

09 Giu 2011

“L’Italia è indietro su Internet, e-government, banda larga e
servizi online, ma la penetrazione del mobile è al 140% e questo
è un punto di forza da cui partire per lo sviluppo di un’Agenda
Digitale italiana, da condividere con tutti i player coinvolti:
Governo, PA, operatori over the top, Università e fornitori di
tecnologie di rete, come noi di Nokia Siemens Networks”. La pensa
così Maria Elena Cappello, amministratore delegato di Nsn Italia,
che oggi ha chiuso i lavori del Telco Summit 2011, tenutosi a
Roma.

“Il livello di connettività di un paese è legato a doppio filo
al Pil – dice Cappello – questo è un dato comprovato, i player
coinvolti nell’Agenda digitale italiana si assumano le loro
responsabilità per portare avanti la digitalizzazione del Paese.
Noi, dal canto nostro, ci stiamo già impegnando con i managed
services, in modo da sgravare gli operatori dal compito oneroso di
gestire la rete, in modo tale che possano concentrarsi sul loro
core business, vale a dire la fornitura di servizi ai
clienti”.

Nel nostro paese, sottolinea Cappello, c’è un elevato livello di
churn che incide sensibilmente sulla profittabilità degli
operatori. “Le percentuali parlano chiaro, c’è un churn del
20% – 25% nel mobile e del 10% – 15% nel fisso – precisa l’ad
di Nsn Italia – questo significa che i clienti, quando sono
insoddisfatti del livello di servizio che ottengono, cambiano
velocemente operatore. Customer care e servizi sono fondamentali
per gli operatori, noi ci occupiamo dei network e consentiamo loro
di concentrarsi su questi aspetti del business”.

Nsn si occupa dell’upgrading delle reti e della segmentazione
della clientela, “l’obiettivo è fornire ai clienti quello che
vogliono al prezzo che vogliono – aggiunge – Il consumer sono
disposti a pagare per ottenere il servizio che desiderano, questa
lezione la danno gli over the top, basti pensare ad iTunes. Ed è
su questo che si devono concentrare gli operatori, noi ci occupiamo
delle reti, anche tramite il site sharing, che siamo in grado di
gestire in partnership con altri operatori”.

Esempi virtuosi da seguire per la realizzazione dell’Agenda
digitale italiana ce ne sono. Dal Giappone, dove ad
un’elevatissima penetrazione della banda larga, non corrisponde
un utilizzo altrettanto diffuso di servizi online. “Ed è per
ovviare a questa discrepanza che il Governo giapponese, insieme a
tutti i player in campo, stanno spingendo per stimolare
l’erogazione di servizi utili in ottica di ecosistema – dice
Cappello – che comprenda la PA, la sanità, l’istruzione in
maniera coordinata”. In Italia, gli esempi da seguire sono quelli
del Trentino e della Lombardia.

Numeri e trend del mercato Ict
Oltre 31 miliardi di euro è il valore dell’internet economy
italiana nel 2010 secondo uno studio del Boston Consulting Group.
Una cifra che rappresenta il 2% del PIL nazionale e che segna il
10% di crescita rispetto all’anno precedente.

L’Audiweb italiano certifica a marzo 2011 il 60,5% delle famiglie
con almeno un componente (fino a 74 anni) dotato di un accesso ad
internet con qualsiasi dispositivo.

Secondo Strategy Analytics nel giro di quattro anni saranno
distribuiti 149 milioni di tablet nel mondo; il mercato varrà 49
miliardi di dollari, pari a una crescita di otto volte rispetto al
2010, diventando il terzo maggior settore dell’elettronica di
consumo dopo i televisori e i personal computer. Idc stima in 1,5
milioni i tablet che si venderanno in Italia nel 2011.

Una recente ricerca di Gartner prevede che le vendite mondiali di
smartphone cresceranno fino a raggiungere 468 milioni di unità nel
2011 con un incremento del 56% rispetto all’anno precedente. In
Italia si sono venduti nel 2010 ben 4 milioni di pezzi e secondo
Nielsen-Netratings il tasso di utilizzo degli smartphone in Italia
è del 31,99%, più che in tutti gli altri paesi europei.

L’Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps della School of
Management del Politecnico di Milano, ha pubblicato una ricerca
secondo cui nel 2010 il volume d’affari del Mobile Internet ha
fatto registrare una crescita pari al 27%, portandolo a raggiungere
quota 538 milioni di euro. Sono questi pochi dati che certificano
come l’economia digitale sia un fenomeno planetario.

“L’Italia, pur a fronte di numeri importanti per diffusione di
smartphone e di cellulari, pur in presenza di una pubblica
amministrazione che non ha assistito inerte all’esplosione del
digitale, deve fare di più”. ribadisce Cappello, ribandendo la
necessità di maggiore coordinamento tra tutti i player italiani:
Esecutivo, Pubblica Amministrazione, Operatori, Regolatori,
Sviluppatori di applicazioni e di contenuti. “Siamo pronti ad
assumerci in pieno la responsabilità dello sviluppo digitale in
Italia per tutto quanto attiene alle nostre vaste specifiche
capacità e esperienze. Infatti Nokia Siemens Networks è
protagonista in quanto ad innovazione tecnologica e partner degli
operatori e delle istituzioni nello sviluppo di sempre nuovi
modelli di business in grado di stimolare lo sviluppo digitale in
Europa e nel mondo.”, ha aggiunto Cappello.

Da qui al 2015, secondo il già citato studio di Boston Consulting
Group, per ogni euro di crescita del PIL italiano, in media 15
centesimi potranno essere riconducibili all’espansione
dell’economia digitale.

Per favorire questo scenario, l'ad di Nsn Italia sottolinea
come gli operatori italiani, così come quelli di tutto il mondo,
debbano affrontare le innovazioni a cicli sempre più ridotti,
nuove applicazioni, e ottimizzazioni infrastrutturali in presenza
di pressioni sempre crescenti sui costi.

“Un prerequisito allo sviluppo dell’economia digitale è
l’assunzione di precise responsabilità all’interno del quadro
complessivo”, afferma Cappello. Inizia a farsi sempre più
evidente come gli operatori dovranno via via concentrarsi
soprattutto sull’attenzione al cliente e sui servizi a valore
aggiunto da offrire ai propri utenti. Lo sviluppo e la crescita
passa da queste due importanti attività.

Grazie ai Managed Services, un comparto diventato oggi strategico e
che anche in Italia rappresenterà il futuro del settore, gli
operatori saranno in grado di offrire tutto il potenziale di valore
aggiunto per l’organico sviluppo della digitalizzazione.

Nokia Siemens Networks detiene e 265 contratti di Managed Services
con 150 clienti ed oltre 570 milioni di utenti gestiti. “Quello
che fino a poco tempo fa era un elemento distintivo,
l’infrastruttura di rete, è oggi percepito dalla clientela
finale in funzione della qualità del servizio ricevuto. Infatti la
sua disponibilità per ottenere servizi sempre più sofisticati è
proporzionale al valore aggiunto che riceve”, prosegue
Cappello.

“Ecco dunque che la gestione, la pianificazione e
l’implementazione della rete, che rappresentano costi di grande
impatto sui conti economici degli operatori di tutto il mondo –
chiude Cappello – necessitano di partnership solide ed esperte alle
quali affidare la gestione dell’infrastruttura. Gli operatori
possono così concentrarsi sul valore aggiunto richiesto
dall’utenza finale”.

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