Gambardella (Etno): Focus sulle strategie per le Nga"

L'INTERVISTA

Il presidente dell'associazione che rappresenta le principali telco europee: "Cresce lo scambio di dati ma non dei ricavi. Il modello è da rivedere". Appuntamento a Trento il 24 giugno con il workshop internazionale

di Mario Sette
Per due giorni Trento sarà la capitale delle telecomunicazioni europee. Il 24 giugno si riunirà nel capoluogo provinciale il board dell’Etno, l’Associazione europea degli operatori di telecomunicazioni (250 miliardi di ricavi, 70% degli investimenti del settore), presieduta da un italiano, Luigi Gambardella.

Successivamente, si svolgerà un workshop internazionale, sempre organizzato da Etno, che riunirà molti responsabili dell’industria europea delle telecomunicazioni per discutere di innovazione, strategie di crescita, sviluppo delle reti. L’evento è ospitato dalla Provincia Autonoma di Trento ed è realizzato con il supporto del Financial Times e di Informatica Trentina. Vi parteciperanno un centinaio di rappresentanti di imprese del settore europee e internazionali, di istituzioni nazionali ed europee, del mondo accademico. Tra le imprese partecipanti vi sono Alcatel-Lucent, Avaya, Belgacom, Bt, Cisco, Deutsche Telekom, Eircom, Ericsson, France Telecom, Huawei, Informatica Trentina, Intel, Liberty Global, Kpn, Magyar Telekom, Microsoft, Nec, Nokia Siemens Networks, Portugal Telecom, Sirti, Swisscom, Telecom Italia, Telefonica, Telekom Austria, Telenor, Telia Sonera, Türk Telekom, Verizon.

A rappresentare gli atenei e le società di analisi ci saranno la London School of Economics (che presenterà, anche in base agli esiti dell’incontro, uno studio sullo sviluppo delle comunicazioni elettroniche e i trend europei), Mc Kinsey, Politecnico di Milano, Università di Roma Tor Vergata e Università di Trento. È prevista la partecipazione di rappresentanti di Commissione europea, Parlamento europeo, European Investment Bank, Agcom.

Gambardella, perché la scelta di Trento per questo meeting europeo?
Come ha giustamente osservato il presidente della Provincia Autonoma Lorenzo Dellai, la scelta di Trento quale sede del Board dell’Etno e del successivo workshop sull’innovazione nelle reti e servizi da parte delle telco rappresenta il riconoscimento da parte degli operatori europei del valore emblematico delle scelte e delle esperienze di un territorio e di una comunità che hanno fatto dell’innovazione la propria sfida strategica. Trento è una città leader nell’innovazione, una vera e propria capitale europea delle tecnologie e che dimostra eccellenza nell’ambizione dei progetti di sviluppo nel settore dell’Ict.

In Italia si parla di un “modello Trento” per la larga banda.
Si tratta di una esperienza significativa che viene seguita con molto interesse anche in Europa. Questa esperienza rappresenta una best practice europea di collaborazione pubblico-privato per lo sviluppo delle reti in fibra ottica, anche in considerazione degli sforzi messi in campo, dell’ambizione del progetto e delle caratteristiche geografiche del territorio dove lo sviluppo delle Ngn verrà implementato.

Quale obiettivo vi proponete?
Avviare una discussione su come gli operatori di telecomunicazioni possono far leva sull’innovazione al fine di creare valore, attraverso il deployment delle nuove reti e l’offerta di nuovi servizi, in particolare in aree come i rich communication services, il machine to machine, i content delivery networks. Il workshop con i principali protagonisti del settore ci consentirà di guardare da vicino alle tematiche del network innovation, in particolare alle strategie di sviluppo delle Nga fisse e mobili. Come dicevo, vista la sede che ci ospita l’incontro sarà anche l’occasione di presentare e discutere con i principali operatori europei il “modello Trento” per lo sviluppo della rete in fibra.

Le telco sanno innovare?
Sicuramente, e molto. L’innovazione è spesso associata principalmente ai nuovi servizi offerti dai player over the top, ma si dimentica che questi nuovi servizi si basano proprio sulle innovazioni di rete.

Però le reti in fibra stentano a partire.
L’Europa conta 133 milioni di connessioni a banda larga: siamo il più grande mercato del mondo. Mi soffermerei, piuttosto, sui dati appena resi pubblici dalla Commissione europea che parlano di un preoccupante declino nei ricavi delle telco a fronte di enormi investimenti necessari per le Nga: fra i 73 ed i 221 miliardi per raggiungere gli obiettivi dell’agenda digitale, a seconda delle velocità di banda e della penetrazione. Tuttavia, alla rapida crescita dei dati scambiati sulle reti fisse e mobili non corrisponde un aumento dei ricavi degli operatori. È sulla sostenibilità di questo modello che dobbiamo interrogarci.

Con che risposte?
È necessario trovare un equilibrio dove tutti i player della catena del valore siano incoraggiati ad investire. Il quadro regolamentare, poi, è un elemento chiave per definire la propensione dell’industria ad investire: l’obiettivo deve essere di favorire gli investimenti individuando regole flessibili capaci di salvaguardare la concorrenza ma anche di favorire lo sviluppo delle nuove reti.

20 Giugno 2011