Privacy a rischio su smartphone e tablet

RELAZIONE GARANTE PRIVACY

Nella relazione annuale il Garante Pizzetti mette in guardia sulla tracciablità dei dati personali attraverso i device mobili ed esorta gli operatori a fornire agli utenti informazioni più chiare e dettagliate. Il presidente della Camera Fini: "Il vecchio concetto di riservatezza dei dati non esiste più"

di P.A.
I rischi connessi agli smartphone e alle loro applicazioni derivano essenzialmente dal fatto che i nostri telefonini, ma anche i tablet, sono costantemente localizzati, e che il gran numero di dati e informazioni in essi contenuti, dalle rubriche telefoniche all’agenda, dalle foto alle annotazioni, possono essere conosciuti, trattati, conservati, utilizzati da soggetti terzi dei quali non abbiamo consapevolezza né controllo. Così Francesco Pizzetti, Garante per la protezione dei dati personali, nella relazione annuale al Parlamento, dove il Garante ha messo in guardia istituzioni e imprese sui rischi connessi a smartphone e tablet.

“Con gli smartphone ognuno di noi è, quasi sempre inconsapevolmente, un Pollicino che ha in tasca il suo sacchetto di sassolini (i dati personali ndr) che escono ad uno ad uno per segnare gli spostamenti”. Ma il problema non riguarda soltanto la geolocalizzazione, che è soltanto un effetto, una faccia di un “sistema di interconnessioni che può essere utilizzato con modalità e conseguenze diversissime, in una galassia di applicazioni che si moltiplica ogni giorno e delle quali spesso non si conoscono le implicazioni”.

Secondo il Garante, che esorta aziende, Governo e Agcom ad aumentare con informative dettagliate gli utenti sui rischi dell’utilizzo di smartphone e tablet. In questo ambito è necessaria, chiude Pizzetti, una “informativa di rischio” analoga, per esempio, a quelle sull’uso dei farmaci o sui pericoli dell’eccessiva velocità.

Fini, il vecchio concetto di privacy è superato
"E' necessario prendere atto che il concetto di privacy così come è stato concepito in passato non esiste piu". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini alla presentazione, nella sala della Lupa di Montecitorio, della Relazione del Garante per la protezione dei dati personali.

Secondo il presidente della Camera, "si è passati da un'esperienza giuridica in cui il diritto alla riservatezza era considerato fondamentale ad una fase storica in cui la tecnologia si va imponendo come forza ecumenica del villaggio globale".

E il passaggio delle informazioni dal mondo della carta a quello del web, "costringe ad interrogarci su quali debbano essere i limiti alla libertà di immettere nel circuito globalizzato di Internet dati sensibili che non rivestono carattere di urgenza e indifferibilita''.
Perché, a parere di Fini, siamo davanti "ad un completo rovesciamento di prospettiva: il concetto di trasparenza si sta trasformando in un vero e proprio valore dominante e lo stesso diritto a conoscere sta sconfinando nel diritto al controllo di tutti su tutti".

23 Giugno 2011