Calabrò: "Investire subito nelle reti. Centrale il ruolo della Cdp"

CORRADO CALABRO'

Il presidente Agcom: "Alto il ritorno economico e sociale". E sul digital gap tecnologico degli italiani dice: "Non può essere un ostacolo strumentale"

di F.Me.
Le tecnologie della società dell'informazione “hanno un potenziale enorme per la crescita economica, ma bisogna investire rapidamente innanzitutto nelle infrastrutture per le comunicazioni elettroniche che hanno il più alto ritorno economico e sociale”. Lo sottolinea il presidente Agcom, Corrado Calabrò, secondo cui “è fondamentale una politica industriale che sappia supportare gli investimenti facilitando l'attivazione di capitali e modelli di partnership mista pubblico-privato”. In questa prospettiva la Cassa depositi e Prestiti - suggerisce Calabrò - “può giocare un ruolo fondamentale nel quadro delle norme esistenti”. In un intervento su “First online”, il presidente Agcom osserva che “il Paese deve sapersi dare” questa priorità ma “purtroppo ancora non sa o non vuole darsi”.

L'effetto positivo dell'investimento in infrastrutture si manifesta sia sul versante dei risparmi di spesa che su quello della produttività e della concorrenza internazionale. “Almeno 1 punto di Pil per ogni 10% di diffusione della banda larga (fonte: banca Mondiale) e circa 30 miliardi all'anno, a regime per l'Italia, di risparmi grazie a telelavoro, e-commerce, e-learning, e-government, e-health, mobile payment, e-paper, gestione energetica intelligente (fonte: Confindustria) - spiega Calabrò - Ma in Italia, per contro, non si investe ancora abbastanza nelle autostrade informatiche delle nuove comunicazioni che sono il fertilizzante principale di quell'economia della conoscenza che si attesta come nuovo paradigma di modello capitalistico partecipato”.

“Non possiamo incorrere nel paradosso di avere sistemi intelligenti - sottolinea Calabrò - ma non avere una rete che li interconnetta e ne diffonda sistematicamente l'utilità. La scarsa alfabetizzazione degli italiani costituisce indubbiamente una remora per la realizzazione delle reti in fibra. Ma non bisogna lasciarsi paralizzare da tale dato, comunque in evoluzione e soprattutto questo non deve rappresentare un ostacolo strumentale”.

28 Giugno 2011