Bernabè: "In Italia si sottovaluta lo sforzo delle telco"

IL J'ACCUSE

Il presidente di Telecom Italia punta il dito contro le "contraddizioni": da un lato si vogliono spingere le Ngn e dall'altro si punta a far scendere i prezzi e si impongono lacciuoli normativi. "La tendenza generale è la banalizzazione del traffico dati"

di P.A.
"Investire sempre di più, ma continuare ad abbassare i prezzi e operare con vincoli regolativi sempre più stretti". E’ la situazione “contraddittoria” in cui si trovano oggi ad agire gli operatori di telecomunicazioni, nelle parole del presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè, a Parigi in occasione del meeting Ocse sull’economia di Internet.

“In testa all’agenda politica - dice Bernabè all'Ansa - ci sono la riduzione dei prezzi, l’aumento dei servizi e quello delle infrastrutture, soprattutto reti di nuova generazione. La tendenza generale è verso la banalizzazione del traffico dati, la sua trasformazione in una materia prima senza valore, senza tener conto dello sforzo richiesto agli operatori per mettere a disposizione infrastrutture e servizi necessari a fare della rete un motore di crescita”.

La sfida per il futuro, prosegue Bernabè, è trovare un modo di coordinare queste due “esigenze che rischiano di non essere compatibili”, l’ampliamento dell’accesso tramite riduzione dei prezzi da un lato, lo sviluppo e l’evoluzione delle reti dall’altro.

Un equilibro che potrebbe essere favorito, soprattutto in Europa, da un ammorbidimento della regolamentazione, oggi “molto più stringente nell’Ue rispetto agli Stati Uniti, dove gli sforzi di investimento degli operatori tlc sono stati sostenuti da un allentamento dei vincoli, che ha creato per le aziende condizioni incentivanti”.

Ci sono però anche altri temi importanti per il futuro della rete che necessitano di più attenzione politica. In primo luogo, spiega Bernabè, la gestione delle frequenze, la cui distribuzione “non rappresenta un’allocazione efficiente delle risorse”, dato che “le frequenze pregiate sono in mano alle televisioni”, mentre le reti sono sempre più intasate da contenuti video.

Un problema che si lega a quello della tutela del copyright, dato che molti dei video che circolano sul web sono "pirata". “Internet - dice Bernabè - deve mantenere apertura e libertà, ma il diritto d’autore è quello che ha incentivato la creatività e stimolato la diffusione di contenuti di qualità. Se non lo si tutela, la qualità si abbassa, la creatività è soffocata e tutti ne soffrono”.

Ultimo elemento cruciale, quello della sicurezza dei dati. “I dati disponibili in rete sono una quantità enorme - sintetizza Bernabé - i metodi di accesso crescono esponenzialmente e la velocità di collegamento è formidabile: ciò favorisce l’abuso, o l’uso criminale, delle informazioni”. Di fronte a questo rischio, conclude, “da un lato, le risorse a disposizione dell’industria sono limitate, e dall’altro la legislazione non si è ancora evoluta in modo adeguato ai problemi che si verificano sulla rete”.

28 Giugno 2011