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Bernabè: “In Italia si sottovaluta lo sforzo delle telco”

Il presidente di Telecom Italia punta il dito contro le “contraddizioni”: da un lato si vogliono spingere le Ngn e dall’altro si punta a far scendere i prezzi e si impongono lacciuoli normativi. “La tendenza generale è la banalizzazione del traffico dati”

28 Giu 2011

"Investire sempre di più, ma continuare ad abbassare i prezzi
e operare con vincoli regolativi sempre più stretti". E’ la
situazione “contraddittoria” in cui si trovano oggi ad agire
gli operatori di telecomunicazioni, nelle parole del presidente di
Telecom Italia, Franco Bernabè, a Parigi in occasione del meeting
Ocse sull’economia di Internet.

“In testa all’agenda politica – dice Bernabè all'Ansa – ci
sono la riduzione dei prezzi, l’aumento dei servizi e quello
delle infrastrutture, soprattutto reti di nuova generazione. La
tendenza generale è verso la banalizzazione del traffico dati, la
sua trasformazione in una materia prima senza valore, senza tener
conto dello sforzo richiesto agli operatori per mettere a
disposizione infrastrutture e servizi necessari a fare della rete
un motore di crescita”.

La sfida per il futuro, prosegue Bernabè, è trovare un modo di
coordinare queste due “esigenze che rischiano di non essere
compatibili”, l’ampliamento dell’accesso tramite riduzione
dei prezzi da un lato, lo sviluppo e l’evoluzione delle reti
dall’altro.

Un equilibro che potrebbe essere favorito, soprattutto in Europa,
da un ammorbidimento della regolamentazione, oggi “molto più
stringente nell’Ue rispetto agli Stati Uniti, dove gli sforzi di
investimento degli operatori tlc sono stati sostenuti da un
allentamento dei vincoli, che ha creato per le aziende condizioni
incentivanti”.

Ci sono però anche altri temi importanti per il futuro della rete
che necessitano di più attenzione politica. In primo luogo, spiega
Bernabè, la gestione delle frequenze, la cui distribuzione “non
rappresenta un’allocazione efficiente delle risorse”, dato che
“le frequenze pregiate sono in mano alle televisioni”, mentre
le reti sono sempre più intasate da contenuti video.

Un problema che si lega a quello della tutela del copyright, dato
che molti dei video che circolano sul web sono "pirata".
“Internet – dice Bernabè – deve mantenere apertura e libertà,
ma il diritto d’autore è quello che ha incentivato la
creatività e stimolato la diffusione di contenuti di qualità. Se
non lo si tutela, la qualità si abbassa, la creatività è
soffocata e tutti ne soffrono”.

Ultimo elemento cruciale, quello della sicurezza dei dati. “I
dati disponibili in rete sono una quantità enorme – sintetizza
Bernabé – i metodi di accesso crescono esponenzialmente e la
velocità di collegamento è formidabile: ciò favorisce l’abuso,
o l’uso criminale, delle informazioni”. Di fronte a questo
rischio, conclude, “da un lato, le risorse a disposizione
dell’industria sono limitate, e dall’altro la legislazione non
si è ancora evoluta in modo adeguato ai problemi che si verificano
sulla rete”.