Telco vs Ott: sul tavolo della Kroes 11 "azioni" a favore delle Ngn

IL DOCUMENTO

"Paghi anche Google", è il messaggio messo nero su bianco nel documento in cui si punta ad una "fee" a carico degli over the top per sostenere gli investimenti nelle nuove reti. Domani la proposta sarà sottoposta al vaglio della Ue

di Alessandro Longo
Sarà sottoposta domani alla Commissione europea la richiesta di autorizzare gli operatori europei a esigere un pedaggio alle aziende web come Google. Il documento, di cui il Corriere delle Comunicazioni ha potuto visionare in anteprima porta la firma dei ceo di Deutsche Telekom, Vivendi e Alcatel-Lucent.

L’occasione sarà il summit organizzato dal commissario Neelie Kroes con i più importanti Ceo delle tlc e delle internet company che fa seguito all'incontro di marzo durante il quale il Commissario all'Agenda digitale aveva lanciato l’allarme sottolineando che l’Europa rischia di non raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Digitale 2020, quanto a copertura della fibra ottica nelle case (Ngn, Next generation network). La Kroes aveva quindi chiesto a quei tre ceo di redigere un rapporto per illustrare il problema e indicare soluzioni. Il documento “How to achieve the 2020 Digital Agenda targets” rappresenta la risposta alla richiesta del Commissario e traccia in 11 punti le misure necessarie per spingere il mercato e velocizzare il raggiungimento degli obiettive Ue.

Per incoraggiare gli investimenti degli operatori in Ngn (pari a 300 miliardi di euro, secondo le previsioni di McKinsey) - si legge nel testo - bisogna permettere loro di seguire nuovi modelli di business. Inclusa la possibilità di chiedere un pedaggio ai fornitori di contenuti. In particolare, “gli obiettivi dell’Agenda Digitale saranno raggiunti solo con modelli di business sostenibili e un uso più efficiente delle risorse scarse”.

L’Europa dovrebbe promuovere la differenziazione del traffic management per spingere l’innovazione e nuovi servizi e soddisfare la richiesta di diversi livelli di qualità. Ma bisognerebbe preservare l’esistenza di un livello di “best-effort” per fornire contenuti e servizi agli utenti, si legge pure nel rapporto. Ci dovrebbe essere un solo framework di regole europee, si legge nel documento.

I modelli di business- consigliano inoltre i tre ceo- devono basarsi su accordi commerciali, rispettando i principi dell’apertura e della non discriminazione. L’Europa dovrebbe eliminare le barriere all’investimento in Ngn promuovendo misure che stimolino la domanda, riducano il rischio di investimento e i costi di sviluppo. “C’è un bisogno immediato che l’Europa promuovi standard aperti e interoperabili per interconnessioni Quality of Service IP-Based”.

Non sono consigli inediti, quello che colpisce è il contesto: in un rapporto richiesto da Kroes per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda, si sposano le tesi storiche degli operatori. Segno che la battaglia politica, per il passaggio alle Ngn, ancora non ha portato a un accordo tra le istanze degli operatori e quelli degli over the top. La Commissione ad oggi ha preferito non prendere una posizione precisa, ha deciso di lasciar fare al mercato; riservandosi però di intervenire qualora eventuali politiche di traffic management da parte degli operatori compromettano concorrenza e innovazione.

12 Luglio 2011