Ngn, roadmap in 11 step. L'industria fa pressing sulla Commissione Ue

II CEO ROUNDTABLE

Svelate in occasione della seconda roundtable dei Ceo a Bruxelles le proposte dei tre gruppi di lavoro coordinati da Verwaayen (Alcatel-Lucent), Obermann (Deutsche Telekom) e Levy (Vivendi). Il commissario Kroes: "Interessi condivisi. Ora bisogna rimuovere gli ostacoli dal cammino". Gambardella (Etno): "Garantire open market e competitività"

di Mila Fiordalisi
Sostenbilità dell’ecosistema Internet, open access, interoperabilità e connettività, investimenti e finanziamenti delle reti ultrabroadband. Questi i temi che hanno tenuto banco alla seconda tavola rotonda dei Ceo (qui la lista di tutti i partecipanti) delle principali aziende dell’Ict e dell’hi-tech riuniti a Bruxelles insieme con il commissario all’Agenda digitale Neelie Kroes. La Kroes ha assicurato che terrà in massima considerazione le proposte e le osservazioni sottoposte alla Commissione Ue negli ultimi quattro mesi – ossia dalla prima roundtable di marzo - per spingere gli investimenti nelle reti ultrabroadband in linea con gli obiettivi europei 2020.

Il roll out delle reti sta procedendo troppo lentamente – ha ricordato il commissario europeo – e in maniera disomogenea a livello continentale; la scarsa domanda per servizi e applicazioni ad alto valore aggiunto che giustifichino gli investimenti da parte degli operatori rappresenta una barriera importante: bisogna considerare il rischio da parte degli investitori, ha detto la Kroes, tenendo in considerazione gli interessi dei consumatori finali, ossia trovare un equilibrio che consenta di procedere. Determinante la messa a punto di un framework regolatorio valido a livello comunitario: la Commissione Ue insieme con il Berec intende fare da guida per i regolatori nazionali affinché questi ultimi procedano tenendo conto delle indicazioni sovra-nazionali in un’ottica di approccio condiviso. Necessario, inoltre, sviluppare standard aperti e interoperabili a garanzia dell’efficienza dei networks.

Il Commissario ha inoltre ricordato che la Commissione Ue ha proposto uno stanziamento di 9,2 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 nell’ambito del Connecting Europe Facility per la diffusione delle infrastrutture digitali. Una cifra in grado di generare 100 miliardi di investimenti privati. E la Kroes ha anche acceso i riflettori sulla consultazione, appena avviata, relativa alla creazione di un single market digitale per i contenuti audiovisivi, considerati strategici per la spinta della domanda di banda larga.

Le questioni sul piatto sono dunque molte e da parte loro gli operatori-investitori hanno sottoposto alla Commissione una serie di “raccomandazioni” che sintetizzano le istanze del comparto. Le proposte sono state messe a punto dai gruppi di lavoro coordinati dai numeri uno di Alcatel-Lucent, Deutsche Telekom e Vivendi, alias Ben Verwaayen, René Obermann e Jean-Bernard Lévy.

Undici i principi su cui si basa la roadmap proposta dagli operatori e che raccolgono in sintesi la visione dell’industria sulle aree di mercato e di policy che devono essere ulteriormente analizzate per garantire prospettive di crescita al mercato, migliori servizi ai consumatori e una maggiore propensione dell’industria ad investire nelle reti di nuova generazione. ∙ In particolare, vi é un consenso allargato sul fatto che lo sviluppo delle reti di nuova generazione dovrà tenere conto dei contesti regionali. Gli investimenti devono avvenire da parte del settore privato e le prospettive di co-investimento sono giustificate solo laddove le imprese private non hanno interesse ad investire in un ragionevole periodo di tempo. In altre parole, l’investimento pubblico deve essere limitato alle sole zone dove lo sviluppo delle nuove reti non sarebbe possibile. In questo scenario l’Europa – sostengono i player - deve promuovere condizioni di accesso simmetrico ai lavori civili e ai cablaggi delle abitazioni, anche riducendo i costi amministrativi associati al cablaggio per le nuove reti. Si tratta di elementi che descrivono in maniera chiara le condizioni necessari per promuovere gli investimenti.

Altre forme di co-investimento forzato o di intervento pubblico non sono previste. Un ulteriore elemento di fondamentale importanza è la propensione dei grandi player di telecomunicazioni a trovare soluzioni che permettano la crescita di modelli di business compatibili con la crescita degli over the top. In particolare, le raccomandazioni presentate chiedono che l’UE promuova pratiche di gestione del traffico dati in rete al fine di aumentare l’innovazione e soddisfare la richiesta di diversi livelli di qualità del servizio.

A questo fine, vi è una raccomandazione molto importante: l’UE deve promuovere l’innovazione e gli investimenti allo stesso modo degli interessi dei consumatori, visto che vi è coincidenza tra interessi dei cittadini nel lungo periodo e promozione dell’innovazione e degli investimenti.

“È comprensibile che gli operatori cerchino di massimizzare il loro business, ma dobbiamo riconoscere che abbiamo interessi in comune. Tutti vogliamo che l’Europa salga sul treno della banda ultralarga ed è tempo che gli sforzi siano messi a fattor comune affinché si rimuovano gli ostacoli dal cammino. Le proposte e le osservazioni degli operatori ci aiutano a portare avanti gli interessi condivisi. Da parte mia esaminerò nel dettaglio tutte le osservazioni e le proposte e ogni documento”.

L’approccio del commissario Kroes è stato accolto con favore dall’Etno: “L’industria ha presentato una serie di raccomandazioni concrete affinché si dia vita ad un open market e siano garantite le migliori condizioni per favorire gli investimenti da parte dei privati in un corretto contesto competitivo”, sottolinea Luigi Gambardella, presidente del board esecutivo di Etno.

14 Luglio 2011