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Ngn, roadmap in 11 step. L’industria fa pressing sulla Commissione Ue

Svelate in occasione della seconda roundtable dei Ceo a Bruxelles le proposte dei tre gruppi di lavoro coordinati da Verwaayen (Alcatel-Lucent), Obermann (Deutsche Telekom) e Levy (Vivendi). Il commissario Kroes: “Interessi condivisi. Ora bisogna rimuovere gli ostacoli dal cammino”. Gambardella (Etno): “Garantire open market e competitività”

14 Lug 2011

Sostenbilità dell’ecosistema Internet, open access,
interoperabilità e connettività, investimenti e finanziamenti
delle reti ultrabroadband. Questi i temi che hanno tenuto banco
alla seconda tavola rotonda dei Ceo (qui la lista di
tutti i partecipanti) delle principali aziende dell’Ict e
dell’hi-tech riuniti a Bruxelles insieme con il commissario
all’Agenda digitale Neelie Kroes. La Kroes ha assicurato che
terrà in massima considerazione le proposte e le osservazioni
sottoposte alla Commissione Ue negli ultimi quattro mesi – ossia
dalla prima roundtable di marzo – per spingere gli investimenti
nelle reti ultrabroadband in linea con gli obiettivi europei
2020.

Il roll out delle reti sta procedendo troppo lentamente – ha
ricordato il commissario europeo – e in maniera disomogenea a
livello continentale; la scarsa domanda per servizi e applicazioni
ad alto valore aggiunto che giustifichino gli investimenti da parte
degli operatori rappresenta una barriera importante: bisogna
considerare il rischio da parte degli investitori, ha detto la
Kroes, tenendo in considerazione gli interessi dei consumatori
finali, ossia trovare un equilibrio che consenta di procedere.
Determinante la messa a punto di un framework regolatorio valido a
livello comunitario: la Commissione Ue insieme con il Berec intende
fare da guida per i regolatori nazionali affinché questi ultimi
procedano tenendo conto delle indicazioni sovra-nazionali in
un’ottica di approccio condiviso. Necessario, inoltre, sviluppare
standard aperti e interoperabili a garanzia dell’efficienza dei
networks.

Il Commissario ha inoltre ricordato che la Commissione Ue ha
proposto uno stanziamento di 9,2 miliardi di euro per il periodo
2014-2020 nell’ambito del Connecting Europe Facility per la
diffusione delle infrastrutture digitali. Una cifra in grado di
generare 100 miliardi di investimenti privati. E la Kroes ha anche
acceso i riflettori sulla consultazione, appena avviata, relativa
alla creazione di un single market digitale per i contenuti
audiovisivi, considerati strategici per la spinta della domanda di
banda larga.

Le questioni sul piatto sono dunque molte e da parte loro gli
operatori-investitori hanno sottoposto alla Commissione una serie
di “raccomandazioni” che sintetizzano le istanze del comparto.
Le proposte sono state messe a punto dai gruppi di lavoro
coordinati dai numeri uno di Alcatel-Lucent, Deutsche Telekom e
Vivendi, alias Ben Verwaayen, René Obermann e Jean-Bernard
Lévy.

Undici i
principi su cui si basa la roadmap proposta dagli operatori e
che raccolgono in sintesi la visione dell’industria sulle aree di
mercato e di policy che devono essere ulteriormente analizzate per
garantire prospettive di crescita al mercato, migliori servizi ai
consumatori e una maggiore propensione dell’industria ad
investire nelle reti di nuova generazione. ∙ In particolare, vi
é un consenso allargato sul fatto che lo sviluppo delle reti di
nuova generazione dovrà tenere conto dei contesti regionali. Gli
investimenti devono avvenire da parte del settore privato e le
prospettive di co-investimento sono giustificate solo laddove le
imprese private non hanno interesse ad investire in un ragionevole
periodo di tempo. In altre parole, l’investimento pubblico deve
essere limitato alle sole zone dove lo sviluppo delle nuove reti
non sarebbe possibile. In questo scenario l’Europa – sostengono
i player – deve promuovere condizioni di accesso simmetrico ai
lavori civili e ai cablaggi delle abitazioni, anche riducendo i
costi amministrativi associati al cablaggio per le nuove reti. Si
tratta di elementi che descrivono in maniera chiara le condizioni
necessari per promuovere gli investimenti.

Altre forme di co-investimento forzato o di intervento pubblico non
sono previste. Un ulteriore elemento di fondamentale importanza è
la propensione dei grandi player di telecomunicazioni a trovare
soluzioni che permettano la crescita di modelli di business
compatibili con la crescita degli over the top. In particolare, le
raccomandazioni presentate chiedono che l’UE promuova pratiche di
gestione del traffico dati in rete al fine di aumentare
l’innovazione e soddisfare la richiesta di diversi livelli di
qualità del servizio.

A questo fine, vi è una raccomandazione molto importante: l’UE
deve promuovere l’innovazione e gli investimenti allo stesso modo
degli interessi dei consumatori, visto che vi è coincidenza tra
interessi dei cittadini nel lungo periodo e promozione
dell’innovazione e degli investimenti.

“È comprensibile che gli operatori cerchino di massimizzare il
loro business, ma dobbiamo riconoscere che abbiamo interessi in
comune. Tutti vogliamo che l’Europa salga sul treno della banda
ultralarga ed è tempo che gli sforzi siano messi a fattor comune
affinché si rimuovano gli ostacoli dal cammino. Le proposte e le
osservazioni degli operatori ci aiutano a portare avanti gli
interessi condivisi. Da parte mia esaminerò nel dettaglio tutte le
osservazioni e le proposte e ogni documento”.

L’approccio del commissario Kroes è stato accolto con favore
dall’Etno: “L’industria ha presentato una serie di
raccomandazioni concrete affinché si dia vita ad un open market e
siano garantite le migliori condizioni per favorire gli
investimenti da parte dei privati in un corretto contesto
competitivo”, sottolinea Luigi Gambardella, presidente del board
esecutivo di Etno.