Bosio (Samsung): "L'Nfc sarà presto una commodity"

L'INTERVISTA

Il direttore Product & Solution della filiale italiana: "Per dare slancio al mercato serve inserire la tecnologia anche nei cellulari più economici"

di Paolo Anastasio
Samsung è pioniere nella diffusione dell’Nfc, uno standard consolidato in Asia. Una tecnologia di prossimità, il Near field communication, usata non soltanto per pagamenti via cellulare, ma anche per servizi di ticketing, carte fedeltà, controllo e abilitazione accessi, in progressiva sostituzione delle tessere magnetiche attualmente utilizzate. L’azienda coreana ha confermato la propria volontà di rendere disponibile la tecnologia Nfc sia sui terminali di prezzo più elevato che su quelli con un posizionamento più aggressivo. Samsung ritiene che questo sia il modo migliore per contribuire attivamente alla creazione dell’ecosistema Nfc.

“L’Nfc è una tecnologia di prossimità che permette di effettuare transazioni sicure - dice Antonio Bosio, Product & Solution Director di Samsung Italia -. Il concetto di transazione è da intendere qui nel senso più ampio: non solo pagamenti ma anche tutte le altre operazioni che oggi effettuiamo con le schede magnetiche-elettroniche che riceviamo da compagnie aeree, palestre, aziende, supermercati, alberghi, ecc. La massima sicurezza è garantita sia dalla robustezza dei protocolli sia, intrinsecamente, dal raggio d’azione della tecnologia: se allontaniamo anche solo di pochi centimetri il telefono cellulare dal reader, il dialogo tra i dispositivi si interrompe”.

Relativamente al capitolo dei pagamenti mobili, sono due le scuole di pensiero dominanti: qualcuno, più entusiasta, pensa che il percorso verso la virtualizzazione sarà molto rapido. Altri, invece, pensano che il superamento delle carte di credito plastificate con l’m-payment sia ancora lontano. C’è da dire che i cicli di prodotto del consumer electronics sono più rapidi rispetto a quelli delle banche. In media, il consumer sostituisce il cellulare dopo un anno, mentre il ciclo di vita di una carta di credito è di almeno 3-4 anni. Una delle possibilità nell’ottica di un’accelerazione dell’utilizzo dell’Nfc è quella di virtualizzare nel terminale o nella Sim le carte di credito a scadenza.

“Chiaramente il livello di interazione degli attori coinvolti nella transazione varia caso per caso - spiega Bosio - se mi faccio accreditare le miglia al check-in è coinvolta solo la compagnia aerea, se effettuo un pagamento sono coinvolti sia l’esercente che la mia banca. Il ruolo di Samsung è rendere disponibili i terminali, con la certezza che questo possa contribuire a far crescere rapidamente l’ecosistema. In prospettiva l’Nfc diventerà una commodity all’interno dei nostri prodotti, come il wi-fi, il bluetooth ed il Gps”.

Le norme prevedono che l’elemento sicuro (secure element) dell’architettura Nfc, l’equivalente del chip della carta di credito, possa essere memorizzato sia sul telefono che sulla sim card, lasciando alle aziende la possibilità di scegliere l’una o l’altra implementazione. “Dal punto di vista tecnologico supportiamo entrambe le modalità - dice Bosio - e come sempre saranno i nostri clienti ad indirizzarci, nel lungo periodo, verso una implementazione o verso l’altra. Nel caso del secure element integrato sul telefono si ottiene il vantaggio di poter utilizzare qualunque sim card. Se il secure element è sulla sim si ottiene invece il vantaggio che in caso di un guasto del terminale è sufficiente inserire la sim nel nuovo telefono per essere immediatamente operativi”.

Nei prossimi mesi Samsung metterà a disposizione prodotti di fascia bassa con l’Nfc a bordo. “È una scelta strategica per diffondere la tecnologia e far crescere l’ecosistema - aggiunge il manager -. Quindi, dagli smartphone di fascia più alta con sistema operativo Android, passando da quelli di fascia media basati sul sistema operativo Bada, per finire con i telefoni cellulari di posizionamento più aggressivo, ossia a prezzo più basso. Ci saranno più prodotti Nfc per ciascun segmento”.

Come detto in precedenza, la tecnologia Nfc permette di fare molte altre cose oltre ai pagamenti. “Ad esempio il ticketing, già sperimentato a Milano, con l’utilizzo dei terminali mobili per aprire i tornelli della metropolitana. Oppure i servizi di tipo informativo, sperimentati a Roma, dove avvicinando il telefono all’opera d’arte il browser del terminale visualizza le informazioni per l’utente recuperandole dalla pagina web la cui Url era memorizzata nel tag applicato all’opera”.
Una funzione utilizzabile in diversi contesti, che non riguarda in nessun modo l’aspetto dei pagamenti, ma semplici informazioni. Replicabile ad esempio sulle colonnine dei mezzi di trasporto, con l’apertura del browser dei viaggiatori per l’erogazione di news in real time sugli orari di viaggio di bus e metrò; informazioni sugli orari dei mezzi; e ancora, la possibilità di realizzare dell’advertising mirato da parte di esercenti che si trovano a breve distanza da quella particolare colonnina dei mezzi pubblici.
“Stiamo migliorando la qualità della vita e la sicurezza dei nostri clienti - dice ancora Bosio -: una ricerca ha dimostrato recentemente che se smarriamo il telefono cellulare ce ne accorgiamo in pochi minuti, se invece smarriamo il portafogli ce ne accorgiamo in media dopo diverse ore con un conseguente incremento del rischio di utilizzo delle nostre carte da parte di terzi.”

19 Luglio 2011