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Bosio (Samsung): “L’Nfc sarà presto una commodity”

Il direttore Product & Solution della filiale italiana: “Per dare slancio al mercato serve inserire la tecnologia anche nei cellulari più economici”

19 Lug 2011

Samsung è pioniere nella diffusione dell’Nfc, uno standard
consolidato in Asia. Una tecnologia di prossimità, il Near field
communication, usata non soltanto per pagamenti via cellulare, ma
anche per servizi di ticketing, carte fedeltà, controllo e
abilitazione accessi, in progressiva sostituzione delle tessere
magnetiche attualmente utilizzate. L’azienda coreana ha
confermato la propria volontà di rendere disponibile la tecnologia
Nfc sia sui terminali di prezzo più elevato che su quelli con un
posizionamento più aggressivo. Samsung ritiene che questo sia il
modo migliore per contribuire attivamente alla creazione
dell’ecosistema Nfc.

“L’Nfc è una tecnologia di prossimità che permette di
effettuare transazioni sicure – dice Antonio
Bosio
, Product & Solution Director di Samsung Italia -. Il
concetto di transazione è da intendere qui nel senso più ampio:
non solo pagamenti ma anche tutte le altre operazioni che oggi
effettuiamo con le schede magnetiche-elettroniche che riceviamo da
compagnie aeree, palestre, aziende, supermercati, alberghi, ecc. La
massima sicurezza è garantita sia dalla robustezza dei protocolli
sia, intrinsecamente, dal raggio d’azione della tecnologia: se
allontaniamo anche solo di pochi centimetri il telefono cellulare
dal reader, il dialogo tra i dispositivi si interrompe”.

Relativamente al capitolo dei pagamenti mobili, sono due le scuole
di pensiero dominanti: qualcuno, più entusiasta, pensa che il
percorso verso la virtualizzazione sarà molto rapido. Altri,
invece, pensano che il superamento delle carte di credito
plastificate con l’m-payment sia ancora lontano. C’è da dire
che i cicli di prodotto del consumer electronics sono più rapidi
rispetto a quelli delle banche. In media, il consumer sostituisce
il cellulare dopo un anno, mentre il ciclo di vita di una carta di
credito è di almeno 3-4 anni. Una delle possibilità nell’ottica
di un’accelerazione dell’utilizzo dell’Nfc è quella di
virtualizzare nel terminale o nella Sim le carte di credito a
scadenza.

“Chiaramente il livello di interazione degli attori coinvolti
nella transazione varia caso per caso – spiega Bosio – se mi faccio
accreditare le miglia al check-in è coinvolta solo la compagnia
aerea, se effettuo un pagamento sono coinvolti sia l’esercente
che la mia banca. Il ruolo di Samsung è rendere disponibili i
terminali, con la certezza che questo possa contribuire a far
crescere rapidamente l’ecosistema. In prospettiva l’Nfc
diventerà una commodity all’interno dei nostri prodotti, come il
wi-fi, il bluetooth ed il Gps”.

Le norme prevedono che l’elemento sicuro (secure element)
dell’architettura Nfc, l’equivalente del chip della carta di
credito, possa essere memorizzato sia sul telefono che sulla sim
card, lasciando alle aziende la possibilità di scegliere l’una o
l’altra implementazione. “Dal punto di vista tecnologico
supportiamo entrambe le modalità – dice Bosio – e come sempre
saranno i nostri clienti ad indirizzarci, nel lungo periodo, verso
una implementazione o verso l’altra. Nel caso del secure element
integrato sul telefono si ottiene il vantaggio di poter utilizzare
qualunque sim card. Se il secure element è sulla sim si ottiene
invece il vantaggio che in caso di un guasto del terminale è
sufficiente inserire la sim nel nuovo telefono per essere
immediatamente operativi”.

Nei prossimi mesi Samsung metterà a disposizione prodotti di
fascia bassa con l’Nfc a bordo. “È una scelta strategica per
diffondere la tecnologia e far crescere l’ecosistema – aggiunge
il manager -. Quindi, dagli smartphone di fascia più alta con
sistema operativo Android, passando da quelli di fascia media
basati sul sistema operativo Bada, per finire con i telefoni
cellulari di posizionamento più aggressivo, ossia a prezzo più
basso. Ci saranno più prodotti Nfc per ciascun segmento”.

Come detto in precedenza, la tecnologia Nfc permette di fare molte
altre cose oltre ai pagamenti. “Ad esempio il ticketing, già
sperimentato a Milano, con l’utilizzo dei terminali mobili per
aprire i tornelli della metropolitana. Oppure i servizi di tipo
informativo, sperimentati a Roma, dove avvicinando il telefono
all’opera d’arte il browser del terminale visualizza le
informazioni per l’utente recuperandole dalla pagina web la cui
Url era memorizzata nel tag applicato all’opera”.
Una funzione utilizzabile in diversi contesti, che non riguarda in
nessun modo l’aspetto dei pagamenti, ma semplici informazioni.
Replicabile ad esempio sulle colonnine dei mezzi di trasporto, con
l’apertura del browser dei viaggiatori per l’erogazione di news
in real time sugli orari di viaggio di bus e metrò; informazioni
sugli orari dei mezzi; e ancora, la possibilità di realizzare
dell’advertising mirato da parte di esercenti che si trovano a
breve distanza da quella particolare colonnina dei mezzi
pubblici.
“Stiamo migliorando la qualità della vita e la sicurezza dei
nostri clienti – dice ancora Bosio -: una ricerca ha dimostrato
recentemente che se smarriamo il telefono cellulare ce ne
accorgiamo in pochi minuti, se invece smarriamo il portafogli ce ne
accorgiamo in media dopo diverse ore con un conseguente incremento
del rischio di utilizzo delle nostre carte da parte di terzi.”