Crisi, rischio default per il 44% delle aziende Ict

L'ALLARME

In crescita i debiti di telco e hi-tech company che dovranno fra l'altro fare fronte agli investimenti per tenere il passo con l'evoluzione tecnologica e la rinnovata domanda dei consumatori. AlixPartners lancia l'allarme: molte le realtà a rischio bancarotta

di Patrizia Licata
Quasi metà delle aziende mondiali dei settori telecom e tecnologico potrebbero trovarsi in seri problemi finanziari a causa di condizioni sempre più difficili sui mercati e alti livelli di debito aziendale. Ad affermarlo è una ricerca di AlixPartners: la società di consulenza globale ha scoperto che il 44% delle aziende telecom e hitech rischia il default o la bancarotta nel giro dei prossimi due anni.

Gli analisti considerano particolarmente in difficoltà il settore dell’hardware, specialmente nell’industria dell’elettronica di consumo, dove addirittura nove aziende su dieci sono a rischio a causa di ridotti margini di profitto. Il motivo? La domanda è debole e la competizione a livello globale è feroce.

Anche nel settore telecom, circa tre quarti delle compagnie sono giudicate a rischio per i forti debiti che hanno dovuto contrarre per espandere le infrastrutture tecnologiche e finanziare le acquisizioni.

I risultati del sondaggio di AlixPartners non sono tutti a tinte fosche, sottolinea oggi il Financial Times. Nonostante la crisi economica, l’industria della tecnologia è riuscita a contenere il calo delle revenues nel 2009 (-3%) e a tornare alla crescita nel 2010 (+8%) e nel primo trimestre del 2011 (+10%).

Michael Weyrich, managing director di AlixPartners, afferma che le aziende telecom e hitech sono riemerse dalla recessione relativamente indenni, rispetto ad aziende di altri settori. Ma questo non vuol dire che non si preparino nuove sfide: “Occorrerà fronteggiare alcune difficoltà, come l’evoluzione della domanda dei consumatori, la concorrenza intensa e globalizzata, la riduzione dei margini, la necessità di cospicui investimenti in un mercato dei capitali sempre più rigido. La distanza tra chi riesce a farcela e chi resta indietro si allarga e, di conseguenza, ci aspettiamo continui cambiamenti e trasformazioni profonde”.

Il settore dei semiconduttori ha sofferto perdite del 15% durante il 2009, ma ha messo a segno un’importante crescita del 29% nel 2010. Software e telecomunicazioni, intanto, guidano l’industria per redditività nel 2010, con margini Ebitda del 33% e del 31% rispettivamente. Ma sempre con un forte gap tra aziende di successo e altre che hanno performance più deludenti: le prime hanno generato margini Ebitda 4,5 volte più alti delle seconde. Le aziende dai risultati più robusti investono inoltre porzioni del loro fatturato quattro volte più grandi di quelle che arrancano. Per questo in futuro la distanza tra aziende vincenti e aziende in perdita potrebbe ulteriormente allargarsi.

“Più delle altre industrie, gran parte del settore hitech si trova all’interno di un circolo vizioso: per innovare i prodotti e tenere il passo con le nuove tecnologie è costretto a costanti e massicci investimenti di capitali”, spiega Eric Benedict, managing director di AlixPartners. “In particolare, gli effetti rivoluzionari dell’adozione globale di Internet mobile super-veloce potrebbe diventare il singolo maggior fattore che influenzerà non solo le aziende hitech ma molti altri settori industriali nei prossimi dieci anni”.

19 Settembre 2011