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Crisi, rischio default per il 44% delle aziende Ict

In crescita i debiti di telco e hi-tech company che dovranno fra l’altro fare fronte agli investimenti per tenere il passo con l’evoluzione tecnologica e la rinnovata domanda dei consumatori. AlixPartners lancia l’allarme: molte le realtà a rischio bancarotta

19 Set 2011

Quasi metà delle aziende mondiali dei settori telecom e
tecnologico potrebbero trovarsi in seri problemi finanziari a causa
di condizioni sempre più difficili sui mercati e alti livelli di
debito aziendale. Ad affermarlo è una ricerca di AlixPartners: la
società di consulenza globale ha scoperto che il 44% delle aziende
telecom e hitech rischia il default o la bancarotta nel giro dei
prossimi due anni.

Gli analisti considerano particolarmente in difficoltà il settore
dell’hardware, specialmente nell’industria dell’elettronica
di consumo, dove addirittura nove aziende su dieci sono a rischio a
causa di ridotti margini di profitto. Il motivo? La domanda è
debole e la competizione a livello globale è feroce.

Anche nel settore telecom, circa tre quarti delle compagnie sono
giudicate a rischio per i forti debiti che hanno dovuto contrarre
per espandere le infrastrutture tecnologiche e finanziare le
acquisizioni.

I risultati del sondaggio di AlixPartners non sono tutti a tinte
fosche, sottolinea oggi il Financial Times. Nonostante la crisi
economica, l’industria della tecnologia è riuscita a contenere
il calo delle revenues nel 2009 (-3%) e a tornare alla crescita nel
2010 (+8%) e nel primo trimestre del 2011 (+10%).

Michael Weyrich, managing director di AlixPartners, afferma che le
aziende telecom e hitech sono riemerse dalla recessione
relativamente indenni, rispetto ad aziende di altri settori. Ma
questo non vuol dire che non si preparino nuove sfide:
“Occorrerà fronteggiare alcune difficoltà, come l’evoluzione
della domanda dei consumatori, la concorrenza intensa e
globalizzata, la riduzione dei margini, la necessità di cospicui
investimenti in un mercato dei capitali sempre più rigido. La
distanza tra chi riesce a farcela e chi resta indietro si allarga
e, di conseguenza, ci aspettiamo continui cambiamenti e
trasformazioni profonde”.

Il settore dei semiconduttori ha sofferto perdite del 15% durante
il 2009, ma ha messo a segno un’importante crescita del 29% nel
2010. Software e telecomunicazioni, intanto, guidano l’industria
per redditività nel 2010, con margini Ebitda del 33% e del 31%
rispettivamente. Ma sempre con un forte gap tra aziende di successo
e altre che hanno performance più deludenti: le prime hanno
generato margini Ebitda 4,5 volte più alti delle seconde. Le
aziende dai risultati più robusti investono inoltre porzioni del
loro fatturato quattro volte più grandi di quelle che arrancano.
Per questo in futuro la distanza tra aziende vincenti e aziende in
perdita potrebbe ulteriormente allargarsi.

“Più delle altre industrie, gran parte del settore hitech si
trova all’interno di un circolo vizioso: per innovare i prodotti
e tenere il passo con le nuove tecnologie è costretto a costanti e
massicci investimenti di capitali”, spiega Eric Benedict,
managing director di AlixPartners. “In particolare, gli effetti
rivoluzionari dell’adozione globale di Internet mobile
super-veloce potrebbe diventare il singolo maggior fattore che
influenzerà non solo le aziende hitech ma molti altri settori
industriali nei prossimi dieci anni”.