Mani (Accenture): L'Italia trovi un ruolo nel cloud

CONVEGNO BETWEEN CAPRI

“C’è un terreno fertile per lo sviluppo del cloud, a partire dalla realtà dei distretti industriali che possono rapidamente adottarlo”. Ma imprese e PA devono esserne consapevoli

di M.F.
“Il passaggio al cloud è nei piani dell’80% delle imprese italiane, ma ne hanno una percezione di realizzazione ancora “lontana” e per la pubblica amministrazione addirittura appartiene ad uno scenario futuro. Il cloud è invece una architettura fondamentale e disponibile ora. Soprattutto, è necessario accelerarne l’adozione, pena una inesorabile obsolescenza delle nostre capacità nell’ICT”: lo ha detto Silvio Mani, managing partner communications, media and technology di Accenture, intervenendo al convegno “Agenda digitale: Action” organizzato da Between a Capri.

Dunque la tecnologia c’è, ma non tutti si muovono per adottarla. “Eppure sarebbe una straordinaria leva per adottare il digitale, dando un boost a tutto il sistema, comprese quelle piccole e medie imprese che compongono la dorsale dell’economia italiana e una PA che a partire dalle tecnologie deve trovare la sua nuova missione di servizio ai cittadini”.

L’Italia dunque – ha sostenuto Mani – deve accelerare il più possibile il grado di maturazione e adozione del cloud, magari ripercorrendo il cammino di successo realizzato con il wireless. In Italia c’è un terreno fertile per lo sviluppo del cloud, a partire dalla realtà dei distretti industriali che possono rapidamente adottarlo”.

Nei prossimi mille giorni i modelli del cloud saranno cruciali per agganciare il cambiamento, così come gli ultimi mille giorni hanno rapidamente segnato la transizione verso un nuovo modo degli operatori ICT di collaborare. Ed è quello che dovrebbe avvenire anche nel mondo delle Telco, con una scommessa che, come accaduto per il mobile, può diventare un nuovo successo.

Il punto non sono gli investimenti, ma la volontà o meno di giocare un ruolo nello sviluppo del cloud. I player del mondo Tlc, sostiene Mani, devono lavorare insieme a questo progetto. “Non possiamo perdere troppo tempo”. Tra le cose da fare ora Mani ha indicato: nella PA, passare subito da SPC a SPC cloud; agevolare la domanda (più che l’offerta); supportare una via italiana al cloud attraverso modelli di Tecno-Park per il cloud (esempio della gestione del progetto smart city di Amsterdam); puntare sui managed service; mantenere alta l’attenzione ai temi legati alla sicurezza.

07 Ottobre 2011