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Mani (Accenture): L’Italia trovi un ruolo nel cloud

“C’è un terreno fertile per lo sviluppo del cloud, a partire dalla realtà dei distretti industriali che possono rapidamente adottarlo”. Ma imprese e PA devono esserne consapevoli

07 Ott 2011

“Il passaggio al cloud è nei piani dell’80% delle imprese
italiane, ma ne hanno una percezione di realizzazione ancora
“lontana” e per la pubblica amministrazione addirittura
appartiene ad uno scenario futuro. Il cloud è invece una
architettura fondamentale e disponibile ora. Soprattutto, è
necessario accelerarne l’adozione, pena una inesorabile
obsolescenza delle nostre capacità nell’ICT”: lo ha detto
Silvio Mani, managing partner communications, media and
technology di Accenture
, intervenendo al convegno
“Agenda digitale: Action” organizzato da Between a Capri.

Dunque la tecnologia c’è, ma non tutti si muovono per adottarla.
“Eppure sarebbe una straordinaria leva per adottare il digitale,
dando un boost a tutto il sistema, comprese quelle piccole e medie
imprese che compongono la dorsale dell’economia italiana e una PA
che a partire dalle tecnologie deve trovare la sua nuova missione
di servizio ai cittadini”.

L’Italia dunque – ha sostenuto Mani – deve accelerare il più
possibile il grado di maturazione e adozione del cloud, magari
ripercorrendo il cammino di successo realizzato con il wireless. In
Italia c’è un terreno fertile per lo sviluppo del cloud, a
partire dalla realtà dei distretti industriali che possono
rapidamente adottarlo”.

Nei prossimi mille giorni i modelli del cloud saranno cruciali per
agganciare il cambiamento, così come gli ultimi mille giorni hanno
rapidamente segnato la transizione verso un nuovo modo degli
operatori ICT di collaborare. Ed è quello che dovrebbe avvenire
anche nel mondo delle Telco, con una scommessa che, come accaduto
per il mobile, può diventare un nuovo successo.

Il punto non sono gli investimenti, ma la volontà o meno di
giocare un ruolo nello sviluppo del cloud. I player del mondo Tlc,
sostiene Mani, devono lavorare insieme a questo progetto. “Non
possiamo perdere troppo tempo”. Tra le cose da fare ora Mani ha
indicato: nella PA, passare subito da SPC a SPC cloud; agevolare la
domanda (più che l’offerta); supportare una via italiana al
cloud attraverso modelli di Tecno-Park per il cloud (esempio della
gestione del progetto smart city di Amsterdam); puntare sui managed
service; mantenere alta l’attenzione ai temi legati alla
sicurezza.